Venerdì 07 Febbraio 2014

Il vescovo: «Scuole cattoliche

Serve una nuova organizzazione»

Il convegno delle scuole cattoliche
(Foto by Colleoni)

«Serve un nuovo progetto organizzativo per la scuola cattolica bergamasca». Il vescovo Francesco Beschi, parlando all’incontro annuale con gestori, insegnanti, genitori delle scuole cattoliche organizzato dall’Ufficio diocesano per la scuola, ha affermato che di fronte al calo di iscrizioni, è necessario unire le forze e pensare a un nuovo progetto educativo ma anche organizzativo condiviso.

«Dobbiamo superare la tentazione della nicchia - ha detto il vescovo - che può funzionare forse per certi prodotti del made in Italy, ma non per la nostra scuola. Il senso e il valore della scuola cattolica è nello spendersi per la comunità e il contributo che possiamo dare al sistema della scuola pubblica della quale facciamo parte è il richiamo all’educazione integrale della persona. Essere autoreferenziali ci porterebbe solo ad affogare nell’insignificanza. Diventeremmo educativamente periferici, perdendo le ragioni del nostro impegno».

La scuola cattolica bergamasca, consistente per tradizione educativa, strutture, persone coinvolte, carismi degli istituti religiosi, si trova al bivio tra imboccare nuove vie che la portino oltre la crisi e conservare modelli consolidati e degni di rispetto ma che non reggono il confronto con i l contesto sociale ed economico mutato.

Ascoltando le parole degli insegnanti di diversi istituti, il vescovo si è detto «commosso e trepidante»: per la convinzione e l’entusiasmo degli interventi da un lato e per la situazione di difficoltà oggettiva, dall’altro.

Affermando la necessità di un grande coinvolgimento di persone e idee, il vescovo ha lasciato intravedere i cardini del rinnovamento: ruolo portante dei laici nella gestione, salvaguardia dei posti di lavoro, attivazione dei diversi carismi educativi su una base organizzativa comune, realizzazione di un modello di scuola saldo nei valori e aperto e innovativo nella proposta e nei metodi.

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