Italiani e stranieri in vacanza in Italia: spesi 26 miliardi a tavola su 75 totali

Italiani e stranieri in vacanza in Italia:
spesi 26 miliardi a tavola su 75 totali

Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia è destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti enogastronomici.

È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti presentata in occasione degli Stati generali del Turismo sostenibile che si sono chiusi nel museo ferroviario di Pietrarsa a Napoli con la firma dell’accordo per la valorizzazione dei circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta turistica. Il protocollo è stato siglato dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

Complessivamente - stima la Coldiretti - tra il consumo di pasti nella ristorazione (14 miliardi) e l’acquisto di prodotti alimentari nei negozi e nei mercati (12 miliardi), i turisti italiani e stranieri spendono per cibo e bevande circa 26 miliardi di euro su un totale di 75 miliardi del fatturato turistico complessivo.

Si tratta della principale voce del budget delle vacanze che - precisa la Coldiretti - ha superato persino quella dell’alloggio. Un risultato reso possibile dal primato nell’enogastronomia conquistato dall’Italia che - continua la Coldiretti - può contare sul primato europeo con 272 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione, 415 vini Doc/Docg, quasi ventunmila agriturismi e oltre 6.600 fattorie dove acquistare direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica, senza dimenticare le centinaia di città dell’olio, del vino, del pane e i numerosi percorsi enogastronomici, feste e sagre di ogni tipo.

«È questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando che «si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che l’Italia può oggi offrire con orgoglio sul palcoscenico mondiale».


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