Mercoledì 08 Gennaio 2014

Jukebox e televisori a valvola

rinascono nelle mani di Vallan

Giovanni Vallan, riparatore tv d'epoca e jukebox
(Foto by Maria Zanchi)

Il disco emerge ruotando, un braccio meccanico lo sposta nel piatto del giradischi ed Elvis Presley comincia a cantare. Il suono non sarà perfetto, ma nell’era della musica digitale scaricata da internet, degli mp3 e dei supporti sempre più immateriali, i vecchi jukebox hanno un fascino speciale.

A rimetterli in funzione a Bergamo c’è Gianni Vallan, 73 anni, per anni riparatore di tv in zona Borgo Santa Caterina.

Negli ultimi dieci anni Vallan ha archiviato quasi del tutto il piccolo schermo per dedicarsi ad aggiustare pezzi storici: radio degli anni Venti, antichi grammofoni inglesi a manovella, flipper e jukebox americani degli anni ’40, ’50 e ’60.

Da questo gennaio ha chiuso il suo negozio in via Nazario Sauro al pubblico, anche se continua a usarlo come laboratorio privato. Mettere a nuovo pezzi di modernariato per Gianni Vallan è ormai sempre di più un hobby: «Ho scelto di chiudere un po’ per l’età, un po’ perché non riuscivo più a pagare le tasse. Gli studi di settore non tengono conto che la mia è un’attività particolare, dove si può lavorare ore e ore su un singolo ingranaggio e i margini di guadagno sono risicati. Ho chiuso la partita Iva e preferisco continuare a trafficare tra valvole e relè solo per passione».

Gianni Vallan ha sempre avuto le idee molto chiare su quello che gli sarebbe piaciuto fare nella vita: sceglie di studiare a Milano, perché solo lì c’è l’istituto radiotecnico. A 18 anni lavora già come assistente in un negozio di radio e tv a Redona. Passa qualche anno e, tornato dal militare, si mette in proprio, prima in via Borgo Santa Caterina e poi, dall’82, nella sede attuale.

Le due piccole stanze di via Nazario Sauro sono una caverna delle meraviglie per gli appassionati. Spicca, all’ingresso, un jukebox Rock-Ola (storica marca americana) del 1948 tutto cromato: «È il mio pezzo preferito, per i colori, lo stile art-decò di quegli anni, lo stupendo sistema meccanico. Legge 20 dischi e 20 facciate, naturalmente da 78 giri».

La passione per i jukebox nasce in Vallan dopo essere andato in pensione, nel 1996: «Sono l’unico a Bergamo che aggiusta ancora le vecchie radio a valvole. Per me non è difficile perché quando ho iniziato a lavorare, alla fine degli anni ’50, ne ho viste parecchie. Il sistema di amplificazione dei jukebox è del tutto simile a quello di una radio, poi c’è la parte meccanica, che aggiunge una sfida in più».

I jukebox non sono tutti uguali: le case di produzione - tutte americane - erano in continua competizione per introdurre sempre nuove migliorie. Accanto al Rock-Ola, in negozio è esposto un jukebox dello stesso anno ma di un’altra marca, Ami, che offriva la possibilità di leggere anche il lato B dei dischi. Poi ci sono i primi jukebox arrivati anche in Italia, che leggevano i 45 giri e si sviluppavano in lunghezza, invece che in altezza: «Il numero di titoli a disposizione cominciò a crescere - spiega Vallan -, ma c’era un problema: i jukebox spesso venivano messi dai bar in spiaggia, sotto il sole, e i dischi in vinile, che soffrono il caldo, si deformavano. Il passo successivo fu, quindi, di coprire il meccanismo di selezione del disco. I jukebox più belli, per i collezionisti, rimangono quelli con il vinile a vista».

Un bel jukebox originale degli anni ’50 può costare diverse migliaia di euro: «Negli Stati Uniti si trovano anche a 600 euro, ancora da aggiustare. Il problema è trasportarli in Italia, dove infatti sono molto più rari». Per fare il mestiere di Vallan serve essere non solo elettricisti, radio ed elettrotecnici, ma anche meccanici e falegnami: «I pezzi di ricambio non esistono più e vanno inventati, ci vuole fantasia e inventiva».

La passione per le cose di un tempo non impedisce di godere i vantaggi di vivere nel 2014: «Grazie a Internet mi conoscono e mi contattano da tutta Italia . Non siamo in molti a occuparci di questi settori». Radio, giradischi, grammofoni, vecchie televisioni: non c’è nulla su cui Vallan non provi a mettere le mani. «In assoluto la cosa più difficile da aggiustare sono i flipper: al loro interno ci sono 10-12 chilometri di fili elettrici e centinaia di relé, senza contare che sono tutti oggetti che provengono dai bar, quindi molto usurati». Tante ore di lavoro e un tesoro di esperienza, abilità e competenza. Ormai nelle mani di pochissimi.

Marina Marzulli

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