Mercoledì 23 Luglio 2014

La corsa degli ex consiglieri

per ritirare i contributi versati

Il Consiglio regionale lombardo

Meglio un uovo oggi che una gallina domani, dice un proverbio popolare. E, probabilmente, diversi ex consiglieri regionali lombardi si sono ispirati a questo vecchio detto quando hanno chiesto di ritirare immediatamente i contributi versati, rinunciando al vitalizio che avrebbero maturato, con le attuali regole, solo al compimento del sessantesimo anno di età.

La «colpa» di queste richieste, probabilmente, è da ricercare nelle numerose iniziative che, in Consiglio regionale, mirano al taglio dei vitalizi degli ex consiglieri regionali e all’innalzamento dell’età minima per percepire l’emolumento, portandola da 60 a 66 anni. In Regione, infatti, i vitalizi per i consiglieri sono stati aboliti nel 2011 e il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, coordina un gruppo di lavoro che ha proprio l’obiettivo di ridurre quelli esistenti: il gruppo, tra l’altro, dovrebbe tornare a riunirsi giovedì 24 luglio..

In ogni caso, con le regole attuali ritirare subito i soldi versati è una pratica che fa risparmiare le casse della Regione se paragonata al percepimento, a volte anche più che decennale, di un sostanzioso vitalizio mensile. Tuttavia qualche ex consigliere deve essersi fatto due conti e, vista l’aria di tempesta che tira sui vitalizi, ha pensato che è meglio ritirare subito i contributi versati piuttosto che aspettare anni, quando non decenni, per ricevere non si sa bene quale cifra. Un ragionamento che, si intende, è del tutto legittimo, visto che si basa su contributi versati in passato. Così tra le richieste pervenute alla tesoreria della Regione negli ultimi mesi, spiccano i nomi di due protagonisti della scorsa legislatura come Nicole Minetti (ex Pdl) e Renzo Bossi. La prima avrebbe versato contributi per 79.600 euro, mentre il «Trota» arriva a 55.500 euro.

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