Sabato 15 Marzo 2014

La polizia via da Treviglio

Il questore: problema di numeri

Il congresso provinciale del Sindacato italiano lavoratori polizia

Se il congresso provinciale del Sindacato italiano lavoratori polizia (Silp) doveva anche servire a mettere in luce le ragioni per opporsi all’annunciata chiusura del commissariato di Treviglio, l’obiettivo non è stato raggiunto completamente.

Sì perché nel congresso andato in scena venerdì mattina 14 marzo a Treviglio al presidio della polizia di Stato, chi non ha dato manforte alla voce di sindacati e politici presenti è stato il questore di Bergamo Fortunato Finolli, fermo nel suo autodefinito ruolo di tecnico, quindi senza voce in capitolo per una scelta, quella relativa al taglio dei costi in tema di sicurezza, che spetterebbe solo alla parte politica.

Nel suo intervento, fortemente criticato dagli addetti ai lavori a margine del congresso, il questore Finolli ha fatto un’analisi della questione tagli, elencando una serie di numeri legati all’operatività della polizia nella nostra provincia: «Non posso commentare questo progetto di chiusura e spending review per un semplice motivo, non per il timore di farlo».

«Noi ignoriamo il progetto generale e parliamo solo del nostro campanile - ha detto - tralasciando tutta la parte di questa bozza dalla quale non si capisce quali sarebbero le compensazioni tra la polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri e questo è un aspetto importantissimo. Ignoriamo anche in base a quale criterio è stato scelto il taglio al commissariato di Treviglio».

Il questore ha tracciato il quadro della nostra provincia, una delle più grandi in Italia per popolazione ma per il contenuto numero di abitanti del capoluogo considerata dallo Stato medio-piccola e quindi destinata a ottenere un numero limitato di forze di polizia.

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