Venerdì 11 Aprile 2014

La radioterapia del San Marco

Alta tecnologia, volto umano

Il direttore generale dell’Asl di Bergamo, Mara Azzi, e l’assessore regionale Mario Mantovani all’inaugurazione della nuova radioterapia al San Marco

Si è svolta giovedì 10 aprile, alla presenza dell’assessore alla Salute e vicepresidente di Regione Lombardia, Mario Mantovani, del direttore generale dell’Asl di Bergamo, Mara Azzi, e di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, la cerimonia di inaugurazione della nuova radioterapia e del nuovo centro unico di prenotazioni e accettazioni del Policlinico San Marco.

«Queste realizzazioni rappresentano per gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi il raggiungimento del primo obiettivo del più ampio piano di ampliamento e completa ristrutturazione che coinvolgerà, fino al 2015, l’intero ospedale con un investimento di oltre 50 milioni di euro interamente autofinanziati dal Gruppo San Donato, che si aggiungono agli altrettanti 50 milioni di euro stanziati per l’ampliamento e ristrutturazione tuttora in corso del Policlinico San Pietro» sottolinea il dottor Francesco Galli, amministratore delegato degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi.

«Si tratta di un progetto ambizioso, soprattutto in tempi di spending review che ci colpisce particolarmente per la riduzione dei finanziamenti, che testimonia e rafforza il rapporto di fiducia che da sempre lega il Policlinico al “suo” territorio». È proprio nel segno dell’attenzione al territorio e alle sue esigenze che si pone la nuova radioterapia. «L’Unità Operativa di Radioterapia è stata realizzata con lo scopo di completare il percorso di cura oncologica già disponibile presso il Policlinico, dando così una risposta concreta alle numerose richieste della Comunità di moderni, efficaci e mirati strumenti terapeutici per combattere e debellare patologie particolarmente complesse e delicate» continua il dottor Galli.

Ubicata al piano seminterrato su una superficie complessiva di quasi 600 mq., la nuova radioterapia, per la quale è stato stanziato un investimento tecnologico ed edilizio di oltre 6 milioni di euro, è dotata di bunker con acceleratore lineare multienergia di ultima generazione e sala TC dedicata, sistemi che insieme permettono di ottenere grande accuratezza e precisione nei trattamenti. Alta tecnologia, volto umano: ogni aspetto, dai colori degli ambienti finanche alla musica diffusa sia negli ambienti comuni sia nel bunker in cui si svolge il trattamento, è stato pensato per rendere il più confortevole e sereno il delicato momento della terapia.

«Insieme alla sede gemella del Policlinico San Pietro, la Radioterapia del Policlinico San Marco costituisce un importante passo avanti per gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi: ora siamo in grado di offrire al paziente oncologico una presa in carico e un percorso di cura oncologico completo e di alta qualità» gli fa eco il dottor Corrado Italia, responsabile della Radioterapia degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi che a pochi mesi dalla sua entrata in attività ha già trattato circa 400 pazienti.

«Le malattie oncologiche costituiscono oggi un’elevata percentuale della patologia che afferisce alle strutture sanitarie del nostro Paese ed è quindi opportuno che Ospedali come il nostro, dove è già presente un iter di diagnosi e cura oncologica, medica e chirurgica, siano dotati della radioterapia, adeguandosi ad affrontare le necessità della popolazione con il personale e la strumentazione più adeguati e in modo fruibile dal punto di vista della disponibilità, della accessibilità geografica e dei tempi di attesa».

Con la nuova Unità di Radioterapia del Policlinico San Marco gli acceleratori lineari salgono a 10 in tutta la provincia di Bergamo. Questo significa 9.1 macchine attive per milione di abitanti, contro le 6.3 a livello nazionale. Una media che ci avvicina a quella delle nazioni più evolute come Danimarca (9.7) e Svizzera (9.3), maggiore rispetto a paesi europei come Germania, Francia, Belgio, Regno Unito, Scandinavia, che porta la provincia Bergamo in linea con la media «ideale» di 1 macchina per centomila abitanti indicata e auspicata dall’Airo (Associazione Italiana Radioterapia Oncologia) come gold standard per una gestione ottimale dei pazienti.

«Tradotto nella pratica, nella nostra provincia, i pazienti che dovranno sottoporsi alla radioterapia come unico provvedimento curativo o come trattamento complementare ad altre terapie, avranno meno disagi nel raggiungere la sede di trattamento e attenderanno un tempo minore per l’inizio delle cure» sottolinea il dottor Italia. Un risultato importante frutto di un sistema integrato tra aziende sanitarie pubbliche e private.

«Le aziende sanitarie pubbliche e private in questi anni sono state chiamate dai cittadini ad una gara virtuosa, tesa a migliorarsi per rispondere in maniera piena e capillare alle richieste di cura» dice il dottor Galli. Accessibilità ed efficienza sono anche gli obiettivi della nuova ampia palazzina dedicata al centro prenotazione ed accettazione, collocata all’entrata dell’ospedale immediatamente adiacente alla portineria (anch’essa rinnovata e ampliata): 600 mq. con 200 mq. di sala d’attesa, 18 sportelli, 150 posti a sedere, in modo da offrire ai cittadini e al territorio un servizio efficiente e razionale.

Uno spazio ampio e arioso, curato in ogni minimo dettaglio per accogliere i cittadini. Tecnologia, sedute, colori, luci: tutto è studiato per offrire comfort, efficienza e qualità del servizio, dai maxi-schermi per rendere più visibile la chiamata del proprio turno al sistema di wi-fi gratuito, dalla luce garantita da una grande vetrata che dà sull’esterno fino ai colori caldi delle pareti e dell’arredamento.

«L’ubicazione del nuovo centro di prenotazione e accettazione è stata pensata per agevolare gli utenti in modo che possano accedervi direttamente senza dover entrare in ospedale» osserva il dottor Galli. «La concentrazione in un unico ambiente di tutte le accettazioni, ambulatoriali, ricoveri e radiologiche rappresenta un ulteriore e importante passo avanti nell’ottica di offrire ai nostri utenti un servizio sempre più efficiente e razionale» conclude il dottor Galli.

Gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi (Iob) nascono a luglio 2010 dalla fusione di due Policlinici del Gruppo San Donato, il più grande gruppo ospedaliero italiano: il Policlinico San Marco di Zingonia, entrato in attività nel 1969, e il Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro, punto di riferimento dal 1963 per tutta la zona ovest di Bergamo e per Lecco. Alle due strutture, ciascuna dotata di proprio poliambulatorio polispecialistico e complessivamente di 30 unità operative e vari centri di Alta Specialità (tra cui Centro Oncologico Bergamo Ovest, Centro di chirurgia rifrattiva e per la diagnosi del glaucoma), da marzo 2010 si è aggiunto il Poliambulatorio di Treviglio.

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