Martedì 23 Settembre 2014

Banconote false in Europa

Il 50% stampate a Napoli

La banda degli onesti, una scena del film

Nella giornata in cui hanno presentati i nuovi dieci euro non si può non parlare dell’indagine del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Napoli, ripresa da un’inchiesta del «Corriere della Sera», da cui si è appreso che il 50% del denaro contraffatto nell’Unione Europea proviene dall’hinterland partenopeo.

E non sono dilettanti allo sbaraglio a produrlo e metterlo in circolazione, ma un’estesa e ramificata organizzazione che si serve di veri e propri maestri del falso.

Una scuola, quella napoletana, a cui fanno riferimento delinquenti di tutta Europa, che spesso si recano all’ombra del Vesuvio per apprendere da questi artigiani le tecniche più aggiornate di contraffazione.

Giugliano, Afragola, Marano, Quarto, Pozzuoli, Aversa, questi sono i paesi in cui vengono sfornate le banconote false che in seguito circoleranno nell’eurozona. Si calcola che per allestire una stamperia clandestina occorrano più o meno 200mila euro, necessari all’acquisto di una strumentazione di alto livello. Ad investirli è un committente legato alla malavita, che assolda un maestro in grado di replicare ologramma, filigrana e calcografia delle varie banconote.

Per capire quanto ingente sia il volume d’affari di questa attività basta scorrere le cifre rese note dalla Guardia di Finanza, che solo in Italia, dal 2002 al 2011, ha sequestrato 5 milioni e mezzo di banconote false, per un controvalore stimato oltre 400 milioni di euro. E, ribadiamo, in questo computo non sono inclusi i biglietti taroccati nel nostro paese ed immessi e sequestrati in altri paesi dell’Unione Europea. Inevitabile il ricordo di un falsario d’eccezione, il grande Totò, nella pellicola «La banda degli onesti».

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