Le indagini Arpa sulla qualità dell’aria «Nessuna criticità dovuta all’aeroporto»

Le indagini Arpa sulla qualità dell’aria
«Nessuna criticità dovuta all’aeroporto»

Ecco i risultati Arpa sulla qualità dell’aria nelle tre settimane di chiusura dell’aeroporto per il rifacimento della pista.«Non ci sono aumenti significativi delle concentrazioni degli inquinanti connessi alle emissioni legate alle regolari attività aeroportuali di Orio al Serio. Non sono emerse quindi criticità. Questo il risultato delle campagne di rilevamento con laboratori mobili effettuate da Arpa Lombardia durante la chiusura temporanea dello scalo aeroportuale dall’8 maggio all’8 luglio scorsi».

In realtà la pista era rimasta chiusa fino al 2 giugno, ma probabilmente la rilevazione Arpa è proseguita fino a a quella data, si legge nel comunicato stampa. In sostanza, non sono state evidenziate rilevazioni sostanziali nella qualità dell’aria durante le tre settimane di chiusura. A commentare gli esiti, Bruno Simini, presidente di Arpa «Arpa e Sacbo avevano sottoscritto una convenzione, promossa dall’assessorato all’Ambiente di Regione Lombardia, per attivare alcuni interventi di valutazione della qualità dell’aria oltre alla definizione di azioni di miglioramento». «Due aspetti – ricorda l’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi - che rivestono in Lombardia carattere di assoluta priorità per le politiche regionali in materia ambientale e di tutela della salute della popolazione».

La Convenzione si è basata su un piano di monitoraggio della qualità dell’aria intorno al sedime aeroportuale e si è previsto di realizzare un intervento di monitoraggio sintonico a quelli sinora svolti, con un’attenzione particolare ai livelli dei microinquinanti eventualmente correlabili alla presenza dello scalo.

Un aereo in decollo dall'aeroporto di Orio

Un aereo in decollo dall'aeroporto di Orio

«In sintesi – spiega Simini - il progetto ha previsto lo svolgimento di un monitoraggio finalizzato alla verifica dello stato della qualità dell’aria nelle zone interessate, durante il periodo di sospensione delle attività di scalo, a parità di condizioni esistenti e alla valutazione della presenza di eventuali microinquinanti non convenzionali connessi alle emissioni aeree, con particolare riferimento a sostanze potenzialmente pericolose per la salute indipendentemente dai limiti di legge vigenti. Le misure ricominceranno, quindi, a dicembre 2014 e gennaio 2015, mesi corrispondenti solitamente al periodo di maggior ristagno degli inquinanti atmosferici. I dati raccolti e confrontati con misure di “fondo” consentiranno di valutare l’entità dell’impatto dell’aeroporto sulla qualità dell’aria».

Le emissioni degli aeromobili, infatti, possono influenzare la qualità dell’aria a terra solo fino ad altezza limitata, oltre la quale gli inquinanti si disperdono su aree molto vaste». I due punti di campionamento individuati a Orio al Serio e a Grassobbio, rispettivamente in prossimità degli aerei in fase di decollo e della pista di taxing, corrispondono proprio alle zone maggiormente soggette alle emissioni dirette degli aerei. I dati definitivi, ossia comprensivi del secondo step (nuovi rilievi) arriveranno non prima della metà del 2015.

«L’obiettivo – spiegano ancora Terzi e Simini - era di realizzare un ampio e approfondito studio che ha permesso di individuare l’impatto delle strutture aeroportuali sull’inquinamento atmosferico dell’area urbana di Bergamo. In queste ore si è chiuso il primo step. Quello successivo sarà di dare tutti gli elementi di valutazione dello stato dell’ambiente per meglio orientare le azioni da intraprendere nel breve-medio termine».

«Questo piano di monitoraggio, primo del genere in Italia e guardato con interesse anche all’estero, è sinergico – conclude Simini – alle 22 precedenti campagne già effettuate da Arpa nei siti limitrofi all’aeroporto di Orio, oltre che ad un similare progetto di approfondimento condotto nel 2011 e 2012 nella zona dell’aeroporto di Malpensa. La relazione completa sarà pubblicata sul sito di Arpa.


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