Le società di calcio paghino gli straordinari alla polizia

Le società di calcio paghino
gli straordinari alla polizia

Nelle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, approvato un emendamento di Giuseppe Guerini (Pd) sulla violenza negli stadi

Oltre al parlamentare bergamasco, l’emendamento è stato inoltre sottoscritto da Ettore Rosato e dai due capigruppo delle Commissioni (Emanuele Fiano e Walter Verini): il testo stabilisce in capo alle società professionistiche l’obbligo di contribuire al pagamento delle spese per gli straordinari delle Forze dell’ordine e della Polizia, utilizzando dall’1 al 3% degli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti. Una norma che farà decisamente discutere, ma che viene incontro alle richieste più volte emerse nell’opinione pubblica.

Ultras del Napoli in una trasferta a Roma

Ultras del Napoli in una trasferta a Roma

L’emendamento sarà inserito nel nuovo decreto legge che ha l’obiettivo di contrastare la violenza degli stadi, nato dopo la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina in cui ha perso la vita Ciro Esposito. Il decreto prevede norme più stringenti in caso di violenze dentro e fuori dagli stadi in occasione di eventi sportivi.

In altri Paesi, come la Gran Bretagna, le squadre di calcio si fanno carico della sicurezza interna agli impianti di gioco, curata da steward reclutati da apposite agenzie. La polizia è presente in quantità minima all’interno degli stadi, mentre si occupa della sicurezza al loro esterno.

Nell’emendamento presentato da Guerini si legge che «una quota non inferiore all’1 per cento e non superiore al 3 per cento degli introiti complessivi derivanti dalla vendita dei biglietti e dei titoli di accesso validamente emessi in occasione degli eventi sportivi è destinata a finanziare i costi sostenuti per il mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico in occasione degli eventi medesimi, ed in particolare per la copertura dei costi delle ore straordinarie e dell’indennità di ordine pubblico delle Forze dell’ordine»

Inoltre «con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono stabiliti i criteri, i termini e le modalità di versamento da parte delle società professionistiche per l’applicazione delle disposizioni nonché la determinazione della percentuale anche tenendo conto del diverso livello professionistico».

Scontri all’esterno dello stadio di Bergamo

Scontri all’esterno dello stadio di Bergamo

«Rispettiamo il legislatore e il lavoro della polizia, ma questa è una sorpresa spiacevole e preoccupante» commenta il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta: «Ci vuole un confronto. Il provvedimento così com’è ci preoccupa molto, anche per il precedente che rischia di costituire. Le società di calcio sono contribuenti significativi come tutti gli altri e penso che non sia facile stabilire cosa è ordinario e cosa straordinario, perché dipende dai modelli organizzativi. In più rischiano di pagare a piè di lista delle organizzazioni fatte con assoluta professionalità, ma da soggetti diversi da noi».

Poi questo provvedimento è dedicato al calcio o agli eventi sportivi, come è scritto nel testo dell’emendamento? Penso che ci siano diversi aspetti su cui bisogna fare chiarezza. Spiace trovarsi questa sorpresa senza un minimo confronto, credo che questo sia un giusto rammarico. Il costo degli straordinari, ogni anno, è di 25 milioni di euro, per noi una cifra estremamente importante che certo non può essere imputata al calcio o allo sport in genere. Altrimenti si rischia di penalizzare la competitività dei club italiani all’estero. Ricordo che tutta la sicurezza all’interno degli stadi, che sono pubblici, è pagata dalle società direttamente con gli steward. Mi sembra che si stia cercando di addossare questo peso su alcune realtà che già ne sopportano una parte significativa. Se andiamo a guardare i numeri sarà più facile capire di che grandezze parliamo. Un confronto nel merito è indispensabile».


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