Venerdì 18 Luglio 2014

Legambiente: Spianata di capannoni

Dopo l’asfalto ora arriva il cemento

«Ci sono già migliaia di ettari agricoli scomparsi sotto le ruspe delle nuove autostrade della Pianura Padana ma l’assedio di asfalto e cemento non finirà con l’inaugurazione di BreBeMI. Al contrario, la nuova autostrada è destinata a diventare la rampa d’accesso per nuove gigantesche piastre commerciali e logistiche, con annessi parcheggi e viabilità, che seppelliranno molte altre centinaia di ettari della pianura più fertile d’Europa».

Lo scrive in una nota Legambiente.

«Tutto questo è molto più che un rischio, nella zona di Treviglio infatti si stanno già insediando Società di Trasformazione Urbana con il fine, neanche troppo celato, di avvantaggiarsi della rendita che la vicinanza di caselli autostradali può assicurare a nuovi sviluppi immobiliari, e c’è perfino una cava del piano cave di Bergamo, ad Antegnate, prevista proprio per fornire la materia prima all’avanzata delle costruzioni nella pianura agricola mortificata dalla nuova autostrada e dalla parallela linea TAV».

«Inizia a srotolarsi il rosario dei nuovi ’poli’ di sviluppo lungo il nuovo asse viabilistico - prosegue Legambiente - che verrà inaugurato la prossima settimana: si comincia dalle porte di Milano, con il mega-centro commerciale di Segrate, da cui fra l’altro dipende il finanziamento per completare la viabilità di raccordo tra Brebemi e tangenziale est, e si continua con i poli logistici tra Vignate e Pozzuolo Martesana, con il futuro centro commerciale ad Antegnate, con l’interporto di Caravaggio, con il gigantesco polo logistico di Calcio, tutte opere previste ai danni di terreni agricoli, sebbene non manchino in questa pianura le grandi aree industriali dismesse e abbandonate».

«La Brebemi è solo l’inizio della nuova ondata di cementificazione della pianura agricola lombarda - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, intervenuto oggi alla manifestazione contro Brebemi organizzata dalla Coldiretti a Milano -. Fatta l’opera, il gioco sporco ora passa ai comuni e ai loro piani urbanistici: ambientalisti e agricoltori dovranno vigilare sulle scelte degli amministratori locali per impedire che il danno di Brebemi all’agricoltura lombarda si moltiplichi e dilaghi negli anni a venire. E’ urgente che la Regione faccia la sua parte per impedire che i terreni agricoli diventino spazi liberi da urbanizzare, abbandonando ogni indugio sul tormentato percorso verso una rapida approvazione della legge contro il consumo di suolo».

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