Lunedì 04 Agosto 2014

L’ospedale abbatte le barriere

Ora si parla la lingua dei segni

Da sinistra Laura Bratti, interprete Lis, Stefano Zanoletti, presidente Ente nazionale sordi, Laura Chiappa, direttore sanitario Papa Giovanni, Giuseppe Gagliani, Ens e Marco Capelli, Ufficio tecnico dell’ospedale

Per i sordi c’è un’opportunità in più per vedere abbattute le barriere comunicative: l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, infatti, con un progetto attivato per la prima volta in Italia, ha effettuato un corso di lingua dei segni (Lis) per operatori sanitari e amministrativi della struttura.

«È nato tutto da un incontro con i responsabili dell’Ente nazionale Sordi di Bergamo (Ens) – spiega Laura Chiappa, direttore sanitario del Papa Giovanni – . Come con le altre associazioni di disabili, l’ospedale cerca di dialogare per capire i bisogni di questi utenti. E per i sordi ci siamo resi conto che serviva qualcosa di speciale: andavano abbattute le barriere di comunicazione».

Perché, come spiega Stefano Zanoletti, presidente provinciale Ens di Bergamo «la sordità è un tipo di disabilità che ha bisogno di essere condivisa. Ci si rifletta: se io non parlo la stessa lingua di chi non mi può sentire non potrò mai spiegarmi, né essere compreso».

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