Giovedì 05 Dicembre 2013

Maroni e la sua giunta a Bergamo

«La Regione punta sulle università»

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«La Regione Lombardia punta molto sulle università, che hanno un ruolo strategico nella ripresa economica. La grande alleanza tra Istituzioni, Regione, università e mondo delle imprese può rilanciare l’economia in Lombardia. Per questo voglio sentire dai rettori quali sono i problemi che hanno le università lombarde, problemi che intendo risolvere».

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al suo arrivo all’università di Bergamo, prima dell’incontro con i rettori delle 12 università lombarde.

«Chiaramente - ha precisato il governatore - non tutti i problemi dipendono dalla Regione: per esempio i tagli alle università vengono fatti dal Governo, ma mi voglio fare parte attiva con il Governo e il Parlamento sui problemi che oggi le università lombarde mi presenteranno».

«Come possiamo sostenere, come Regione, le università?

Principalmente in due modi - ha rimarcato il presidente della Lombardia -: investendo nella ricerca, cosa che intendiamo fare, e infatti il nostro impegno in questi 5 anni è di raddoppiare gli investimenti regionali in ricerca e innovazione, portandoli dall’1,6 per cento del Pil regionale al 3 per cento, e poi facendoci carico dei problemi che le università hanno nei confronti del Governo e del Parlamento, mettendoci al loro fianco e sostenendoli nelle loro battaglie».

Il siti-in di protesta

Di fronte alla sede universitaria di via Salvecchio si è tenuto in contemporanea un sit-it di protesta contro la giunta regionale, indetto dai rappresentanti degli studenti della lista universitaria “Uni+”, in collaborazione con gli studenti delle superiori facenti parte di FDS Bergamo. Hanno partecipato - si legge in un comunicato degli organizzatori - oltre 60 studenti. Hanno accolto Maroni con lo slogan “Lo studio è un diritto! Maroni riga dritto!”. Durante la manifestazione i presenti hanno simulato una richiesta di elemosina, esponendo dei cartoni a mo’ di clochard, sui quali sono state scritte frasi di denuncia contro i tagli previsti per il diritto allo studio.

«Ad accogliere Maroni si sono presentati anche una mezza dozzina di esponenti del Mup (Movimento Universitario Padano) - spiegano gli studenti di Uni+ -, che non hanno accolto la richiesta di dialogo proposta da noi e, anzi, si sono defilati poco dopo l’inizio della riunione di giunta». Uni+ ha presentato le sue proposte:

- eliminazione dello status di “idoneo non beneficiario” (si hanno i requisiti ma non la certezza di rientrare tra coloro che godranno dei benefici);

- maggiori investimenti per il Dsu e sostegno alle famiglie degli studenti delle scuole dell’obbligo;

- modifica del sistema di finanziamento degli atenei basato sul costo storico con introduzione del criterio della spesa effettiva;

- sistematica verifica fiscale delle effettive condizioni reddituali dei richiedenti agevolazioni.

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