Venerdì 21 Febbraio 2014

Matteo Renzi ha sciolto la riserva

Martina alle «Politiche agricole»

Maurizio Martina
(Foto by Fabio Campana)

Matteo Renzi ha sciolto la riserva e ha così accettato l’incarico di formare il nuovo governo del Paese. Il giuramento di Renzi e dei suoi ministri è in programma per sabato mattina alle 11.30.

Il bergamasco Maurizio Martina, attualmente sottosegretario alle politiche agricole e alimentari con delega per l’Expo 2015, è stato scelto per ricoprire l’incarico di ministro delle Politiche agricole.

In tutto saranno sedici i ministri del Governo di Matteo Renzi: otto uomini e otto donne. È la squadra di governo di Matteo Renzi, segretario del Pd e premier più giovane della storia d’Italia, con i suoi 39 anni.

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà nominato Graziano Delrio.

Ecco la lista dei ministri del governo Renzi:

Economia - Pier Carlo Padoan

Interno - Angelino Alfano (Ncd)

Affari esteri - Federica Mogherini (Pd)

Giustizia - Andrea Orlando (Pd)

Difesa - Roberta Pinotti (Pd)

Sviluppo economico - Federica Guidi

Infrastrutture e trasporti - Maurizio Lupi (Ncd)

Salute - Beatrice Lorenzin (Ncd)

Politiche agricole - Maurizio Martina (Pd)

Ambiente - Gianluca Galletti (Udc)

Lavoro e politiche sociali - Giuliano Poletti

Istruzione, università e ricerca - Stefania Giannini (Sc)

Beni e attività culturali - Dario Franceschini (Pd)

Riforme e rapporti col Parlamento - Maria Elena Boschi (Pd)

Semplificazione e P.a. - Marianna Madia (Pd)

Affari regionali - Maria Carmela Lanzetta (Pd).

IL CAPO DELLO STATO - «L’impronta del presidente Renzi risulta evidente nei molti nomi nuovi chiamati ad assumere per la prima volta il ruolo di ministri». Lo ha detto il Presidente della Repubblica commentando la composizione del governo. «Io sottoscrivo pienamente il forte impegno del presidente del Consiglio affinché questo sia un governo di legislatura». Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando ai giornalisti al Quirinale. «Il governo presenta così ampi caratteri di novità da spiegare ad abundantiam il perché dei tempi lunghi»: così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha spiegato ai cronisti il motivo della lunga riunione. Il Capo dello Stato ha spiegato di aver ricevuto «parecchie punzecchiature in passato per aver insistito sul tema della continuità istituzionale» e che quindi oggi non può che essere d’accordo con Matteo Renzi sul fatto che l’esecutivo che sta nascendo deve porsi l’obiettivo di arrivare a fine legislatura. «La mano sul fuoco in Italia non la possiamo mettere, speriamo - ha aggiunto Giorgio Napolitano - che tutto vada per il meglio».

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