Lunedì 27 Gennaio 2014

Metti un pomeriggio sulle Mura

Bus da incubo e invasione di auto

Il pullman che serve Città Alta

«Accidenti, proprio io che mi schiero sempre dalla parte della mia città e resto basita di fronte ai commenti gratuitamente polemici di alcuni vostri lettori, questa volta non posso far finta di niente né voglio tacere!». Inizia così la lettera di una nostra lettrice che ci scrive raccontandoci una dmenica pomeriggio a spasso per Bergamo Alta.

«Complice la bella giornata, oggi pomeriggio (domenica 26 gennaio, ndr) ho deciso di trascorrere qualche ora con la mia famiglia nella nostra amata Città Alta. Scartata l’idea di salire a piedi, il piano prevedeva l’utilizzo della funicolare che i bambini adorano!».

«Giunti in loco però l’entusiasmo è immediatamente scemato: verso le 15 c’erano decine e decine di metri di coda... Nessun problema, prendiamo l’autobus! Sorvolo sui giri per trovare un parcheggio: alla fine l’auto la piazziamo, comperiamo i biglietti del bus e corriamo incontro al nostro destino alla fermata di Porta Nuova».

«L’autobus è pieno ma riusciamo a salire con le seguenti modalità: ordino al cinquenne di tenersi ben saldo alla sbarra di un sedile; incastro la quasi duenne tra due schienali mentre le faccio da tappo e mi sorreggo alla bell’e meglio; il marito invece resta in equilibrio precario con in passeggino chiuso a fargli da puntello. Tanto è un tragitto di pochi minuti, penso io...».

«E invece no. C’è parecchio traffico e per fare poche centinaia di metri, tra un semaforo rosso e l’altro, ci vogliono 10-15 minuti. Ma nel frattempo ad ogni fermata sale gente!!! E dove li mettiamo tutti??? Non si respira, il cinquenne chiede in continuazione “siamoarrivatisiamoarrivatisiamoarrivati”, la duenne vuole sgranchirsi le gambe e non ne vuole sapere della nicchia che le ho creato: si tuffa a terra, tocca sederi a tutti i presenti mentre io cerco di tenerla per il cappuccio del piumino per evitare che alla prima frenata si ritrovi al volante con l’autista! Maritino è sempre lì, col puntello, immobile perché non c’è spazio».

«Arriviamo sulle mura e io voglio solo scendere, non importa dove, fatemi scendere! Devo cercare di guadagnare l’uscita, e lo faccio con 12kg di bambina in braccio che non sta ferma. Arrivo a virtuosismi del tipo in equilibrio su un piede solo, la bambina seduta sull’altro mio ginocchio sollevato, il mignolo avvinghiato attorno ad un palo, la signora accanto che mi lancia occhiatacce perché la piccola le tira la borsa... fatemi scendere per carità!!!».

«Scendo al volo sudata fradicia; il cinquenne mi segue esitante: esitazione fatale perché l’autista sta per chiudergli la porta in faccia! Si fermi, apra quelle porte!!! Insomma, alla fine distrutti scendiamo tutti e quattro e proseguiamo a piedi la nostra passeggiata... ma mi domando: è normale tutto questo???».

«No, intendo, non so quante persone possa portare un autobus ma sfido chiunque a spiegarmi che così si poteva viaggiare! Credetemi, di mezzi pubblici ne ho presi, qui e altrove. Certo non con i bambini, in genere ci spostiamo in auto: è evidente che dopo questa esperienza difficilmente torneremo nuovamente tutti e quattro su un autobus! ».

«Io penso che giunti ad un certo limite non si possa più far salire gente... e penso soprattutto che Città Alta debba essere preservata dalle auto: in Città Alta ci si va a piedi (come abbiamo fatto spesso anche con i bambini in spalla) o con i mezzi pubblici, ma i mezzi pubblici devono esserne all’altezza e in questo decisamente non ci siamo!».

«Altra nota dolente: Città Alta gremita di gente e un numero impressionante, ma davvero impressionante, di auto in coda che entrano in pieno centro storico!!! Ma come si può trovare auto in Piazza Vecchia o dover spazio (sì, ma dove???) al suv di turno in una domenica pomeriggio sulla Corsaròla???

Francamente ho vissuto un doppio fallimento: un servizio di trasporto pubblico imbarazzante e la straordinaria bellezza di Città Alta deturpata da auto parcheggiate ovunque e da traffico anche nelle zone più frequentate dai pedoni!»

Lettera firmata

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