Lunedì 16 Giugno 2014

Monte dei pegni, segno di crisi
A Bergamo prestiti per 1,7 milioni

Gioielli, molto spesso impegnati per guadagnare un po’ di soldi

Monte dei pegni. Il termine evoca situazioni difficili,l’immagine di persone che «impegnano» i gioielli di famiglia per avere a disposizione un po’ di liquidità.

E in effetti – spiegano dalla Sezione pegni della Banca Popolare Commercio e Industria (Gruppo Ubi Banca), che a Bergamo si è appena trasferita in via Lattanzio Querena, dalla sede «storica» di via Brigata Lupi – questa «forma di credito» garantisce a chi vi accede una immediata liquidità, con un iter burocratico veloce e snello. E non di rado l’andamento dell’accesso al pegno è un’efficace «fotografia» di tempi di crisi.

E così non c’è da stupirsi se, in questi anni, si è registrato, anche a Bergamo, un trend di crescita dell’accesso al pegno: si parla di prestiti per 1.7 milioni di euro.

Considerando l’ammontare complessivo dei rapporti gestiti dalle filiali della Banca Popolare Commercio e Industria (8 in Lombardia e una a Roma) a fine dicembre 2008 si contavano 31.836 polizze di pegno. Un anno dopo, nel 2009, la vera impennata: 34.601. Negli anni a seguire, e considerando sempre il termine del 31 dicembre, il numero di polizze è variato di meno: 34.504 (-97) nel 2010, poi 33.401 (-1.103) nel 2011, 34.157 (+756) nel 2012 e addirittura 34.938 (+781) nel 2013. Al 30 aprile 2014 le polizze di pegno attive sono 34.385.

Di queste 34.385 polizze, il cui valore complessivo ammonta a oltre 32,5 milioni, quelle bergamasche sono 2.391 (al 31 dicembre 2013 erano 2.359). La giacenza di pegno medio (cioè il credito concesso), sempre al 30 aprile di quest’anno a Bergamo è pari a 1.712.210 euro (al 31 dicembre 2013 era 1.695.799 euro). La cifra colloca la sezione pegni di Bergamo al 6o posto nella speciale classifica tra le 8 filiali lombarde della Banca Popolare Commercio e Industria, con Milano che svetta a quasi 16 milioni, Brescia seconda con poco più di 4,5 milioni, e a seguire Monza (3,6 milioni), Varese (2,8 milioni) e Como (1,8 milioni). Dietro Bergamo c’è Pavia (1,2 milioni) e fanalino di coda è Crema (quasi 700 mila euro e alla stessa sezione fa capo anche Cremona).


Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 16 giugno

© riproduzione riservata