Venerdì 20 Dicembre 2013

Norma «pro-slot» da abolire

«Pronti a lottare sul territorio»

Slot machine e videogiochi

«La prima speranza è quella di venire contraddetto da una mossa del governo che abortisca la perversa norma prima di trasformarla in legge, ma la preoccupazione che la grande battaglia condotta in questi mesi, riuscendo a coinvolgere molte amministrazioni locali si traduca, come spesso accade, in una sconfitta della società e dei cittadini».

Francesco Breviario, responsabile per la Cisl di Bergamo e regionale per la legalità, si dichiara amareggiato per quanto emerso nella discussione per il Patto di stabilità, con quell’emendamento del Senato che consente al governo di ridurre i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo.

«È quantomeno tragicomico che lo Stato con una mano offra e con l’altra tolga, soprattutto in una situazione come questa. Dopo aver lodato la “società civile” che si impegna per affrontare una delle pieghe del nostro tempo (la patologia da gioco d’azzardo, oltre che l’economia sommersa che lo steso genera), accogliendo i promotori della campagna “Mettiamoci in gioco” alla presidenza della Camera, oggi ci ritroviamo lo schiaffo della lobby dei giochi che ribalta sui comuni virtuosi il mancato introito dello Stato».

La campagna «No Slot», che aveva raccolto oltre la metà dei comuni bergamaschi, convinti della bontà dell’iniziativa anche dall’aumento dei ricorsi alle strutture sanitarie da parte dei cittadini per la patologia del gioco, «riceve oggi il ben servito dal Governo, un ricatto bello e buono proprio nel momento in cui tagliare fondi ai Comuni vuol dire colpire al cuore la tenuta sociale di una comunità, sia essa locale o nazionale, e dell’organizzazione amministrativa. Rinnovando l’auspicio che le Istituzioni nazionali sappiano porre rimedio al danno che stanno combinando, ci dichiariamo sin d’ora, in un ottica di fare le cose in rete, pronti a contrastare sul territorio e nelle istituzioni una mossa che non ha in alcun modo presente gli enormi danni che potrà causare. Non è una questione di schieramenti politici (basti ricordare la recente legge bi-partisan della Regione Lombardia), ma di buon senso e di coerenza, qualità che la Politica dovrebbe riportare nel suo agire sempre attento al bene comune».

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