«Ora viviamo in tutto il mondo
ma il cuore resta in Valle Imagna»

L’italiano lo parlano poco. Preferiscono il bergamasco, con quell’inflessione tipica dei valdimagnini. Vivono all’estero e là hanno famiglia e amici, ma una cosa condividono tra loro: «Il cuore è rimasto qui».

«Ora viviamo in tutto il mondo ma il cuore resta in Valle Imagna»
I partecipanti al raduno nel Santuario della Cornabusa

L’italiano lo parlano poco. Preferiscono il bergamasco, con quell’inflessione tipica dei valdimagnini. Vivono all’estero e là hanno famiglia e amici, ma una cosa condividono tra loro: «Il cuore è rimasto qui».

Parlano volentieri gli emigranti accorsi sabato e domenica al raduno proposto loro dai commercianti di Sant’Omobono Terme insieme all’Ente Bergamaschi nel Mondo. «Dico la verità, l’italiano l’ho dimenticato - confida Gisella Personeni, originaria di Sant’Omobono, venuta in Italia con il marito Maurior Faure e una coppia di amici francesi -, preferisco parlare in valdimagnino o in francese. Ho lasciato la Valle Imagna all’età di tre anni, quindi sono 65 anni di emigrazione. Con tutta la famiglia per seguire nostro padre in Francia ci siamo stabiliti a Morteau, ho lavorato in un’azienda che produceva orologi e poi ho fatto la bidella in una scuola d’infanzia. Ora siamo in pensione e ci godiamo i nostri figli e i nipoti. Praticamente tutti noi fratelli e sorelle con le rispettive famiglie viviamo in Francia. Però il mio cuore è sempre in Valle Imagna».

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