Martedì 18 Marzo 2014

Parking ospedale, MicroMega:

sui costi parli la Corte dei Conti

Il parcheggio dell'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo

«Poniamo precisi interrogativi alla Corte dei Conti sul parcheggio dell’ospedale, costruito e gestito da un privato, la Bhp Bergamo hospital parking, su appalto della Provincia (tramite la partecipata Abiemme2), ente pubblico: è lecito aver ritoccato il Piano economico finanziario con 9,5 milioni di euro in più rispetto all’iniziale costo di 16 milioni, per danni lamentati dal privato ,e aver effettuato poi una transazione di altri 3,5 milioni, sempre a favore del privato ed erogati dalla Regione, per evitare il rischio di risoluzione del contratto? Si dica se queste operazioni hanno creato danno erariale».

Sono gli avvocati Roberto Trussardi e Rocco Gargano dell’associazione MicroMega ad aver presentato l’esposto alla magistratura contabile. «Per noi queste operazioni risultano quanto meno ingiustificate. Ma soprattutto si rivelano a carico dei cittadini: la gente che va in ospedale si ritrova a dover pagare 1,20 euro l’ora, quando la tariffa iniziale pattuita era di 0,80 euro. Ed è scomparsa la prima ora di sosta gratuita. Su questo non temiamo smentite da parte della Provincia: abbiamo le carte che parlano».

E l’associazione MicroMega, come aveva già annunciato, ha preparato, disponibile per tutti i consiglieri provinciali e regionali, anche una interrogazione sugli stessi temi. «E chiediamo anche al presidente Pirovano perché, quando ha presentato in Consiglio la transazione di 3,5 milioni ha detto che era parte della modifica del Pef di 9,5 milioni, quando non è così. Nell’interpellanza lanciamo anche una proposta: visto che quei 3,5 milioni di transazione sono andati a vantaggio del concessionario, ci si pronunci invece in un senso favorevole al concedente, reintroducendo le condizioni migliori per l’utenza. Quei 3,5 milioni andrebbero inseriti in una ripianificazione del Pef, reintroducendo l’ora gratuita e la tariffa oraria a 0,80 euro previste nel primo Pef».

Leggi di più su L’Eco di Bergamo di martedì 18 marzo

© riproduzione riservata