Giovedì 05 Giugno 2014

Pedemontana, non ci sono i soldi

Azioni sul mercato a caccia di privati

Il cantiere della Pedemontana a Cassano Magnago

Nonostante le recenti rassicurazioni del governatore Roberto Maroni sul fatto che la Pedemontana sarà realizzata nella sua interezza, la Milano-Serravalle (società che controlla Pedemontana) appare sempre più a corto di liquidità per sostenere i propri investimenti. Prova ne è il collocamento sul mercato del 43% di Pedemontana(società) per finanziare la realizzazione dell’autostrada.

La Serravalle ha pubblicato un bando pubblico con cui offre in sottoscrizione le azioni rimaste inoptate dall’ultimo aumento di capitale da complessivi 267 milioni. L’asta e’ prevista il 30 giugno. L’operazione, sottoscritta dalla stessa Serravalle (controllata dalla Provincia di Milano) per 32 milioni, ma non da Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, presenta infatti un inoptato di 235 milioni.

L’attuale capitale, pari a 300 milioni, non basterebbe così né ad ottenere nuovi finanziamenti bancari e nemmeno a completare almeno la cosiddetta variante Expo, e cioè i primi 3 lotti per i quale serve un equity stimato attorno a 450 milioni. Vendendo invece tutta la quota rimasta inoptata, pari al 43% del capitale, si arriverebbe a un equity di 536 milioni, che permetterebbe di realizzare anche il lotto C,. quello che arriva in provincia di Bergamo, raccordandosi all’A4 tra Dalmine e Capriate.

Per attrarre gli eventuali investitori, viene consentito di offrire anche in consorzio e si garantisce una governance piu’ equilibrata. Il potenziale acquirente avrebbe il 43,8% contro il 44,1% della Serravalle (che si diluirebbe dall’attuale 79%) e il restante 12,1% dei soci bancari. Dei 7posti del Cda ne spetterebbero invece 3 a Serravalle, 3 al nuovo socio e uno agli istituti di credito.

Caustico Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia: «La Pedemontana è al capolinea e Maroni ’deve prendere atto che non ci sono più le condizioni per portarlo avanti. Non sono i sindaci della zona o Legambiente, preoccupati dell’inutile sventramento di mezza Brianza, ma è il mercato finanziario che non ne vuol saperne di finanziare questa assurda autostrada pensata 30 anni fa».

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