Pensioni, un consiglio per i rimborsi: «Aspettate qualche settimana»

Pensioni, un consiglio per i rimborsi:
«Aspettate qualche settimana»

«Mi raccomando, aspettate qualche giorno, magari settimana prossima». Lo chiede il direttore dell’Inps di Bergamo, Angelo D’Ambrosio ai pensionati bergamaschi che hanno richieste da avanzare in merito ai rimborsi – ricevuti o meno – legati alla mancata indicizzazione delle pensioni negli anni 2012/2013.

«Siamo dispiaciuti – spiega il direttore Inps – di non poter dare adeguata soddisfazione a tutte le domande, cosa per la quale ci vuole naturalmente un certo tempo. Se si verifica una situazione come quella di oggi (ieri, ndr), con gli sportelli presi d’assalto dalle persone e i telefoni a loro volta intasati, non è possibile rispondere in modo adeguato alle richieste. Per questo chiedo ai pensionati bergamaschi di non venire in massa e di avere pazienza. Aspettate qualche giorno. Inoltre non c’è davvero fretta perché il rimborso, se dovuto, è un diritto, che naturalmente non va perduto».

Il problema riguarda le sedi di Bergamo – tra l’altro, quella inviale Vittorio Emanuele è interessata da lavori di ristrutturazione che limitano le capacità operative – ma anche quelle provinciali. D’Ambrosio comunque rassicura: «Sapremo rispondere ad ogni richiesta, superando anche l’emergenza». Poi spiega: «È facile immaginare che possano esserci situazioni poco chiare. Bisogna considerare che la lavorazione della “pratica rimborsi” ha comportato l’esame di milioni di pensioni, a livello centrale».

Quelle interessate sono complessivamente 4 milioni e mezzo. «Per vari motivi – continua D’Ambrosio – alcune partite potrebbero non essere state agganciate dal sistema. Poi è possibile che molti si siano creati aspettative sbagliate, o semplicemente non “vedano” l’accredito anche se magari c’è, perché l’Inps non distribuisce il cedolino e col mese di agosto ci sono tante voci concorrenti in busta. Insomma, i problemi e le domande sono legittime. Solo, per favore, serve pazienza. I diritti non si perdono e l’accesso in massa crea solo confusione».


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