Processo, è una partita a  scacchi Bossetti non percepito come un  mostro

Processo, è una partita a scacchi
Bossetti non percepito come un mostro

Come in una partita a scacchi, accusa e difesa hanno cominciato muovendo le pedine. Chi si aspettava torri, cavalli e alfieri è rimasto deluso: dovrà attendere.

Così la prima udienza del processo più atteso dell’anno, quello a Massimo Bossetti, in un paio d’ore stiracchiate è scivolata via, inghiottita dai freddi tecnicismi delle questioni preliminari. Mentre le prime schermaglie tra avvocati e pm si giocavano a colpi di articoli, commi e procedura, gli occhi del pubblico e dei giornalisti nell’aula di Corte d’Assise del Tribunale di via Borfuro erano tutti per lui, l’imputato, per la prima volta visibile al di fuori della cornice bidimensionale di un schermo piatto.

La folla di giornalisti e operatori per il primo giorno del processo Bossetti

La folla di giornalisti e operatori per il primo giorno del processo Bossetti
(Foto by Beppe Bedolis)

Per nulla patito, polo bluette, jeans, sneakers ai piedi e gelatina nei capelli, si è seduto nel box dei detenuti e ha seguito con attenzione la prima udienza del processo in cui rischia di finire condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Inutile tacerlo: è per la curiosità di vedere il suo volto che il pubblico ha fatto la fila di prima mattina, sfidando i severi controlli delle guardie del Tribunale e il divieto di introdurre telefonini e tablet.

I due avvocato di Bossetti, ovvero Salvagni (a sinistra) e Camporini (a destra)

I due avvocato di Bossetti, ovvero Salvagni (a sinistra) e Camporini (a destra)
(Foto by Beppe Bedolis)

Non ha sguardi da cercare fra queste quattro mura. La moglie Marita è rimasta a casa, idem parenti e amici: gli occhi rimangono così per lo più circospetti, lui incapace di scrutare anche furtivamente la folla di giornalisti e pubblico a cui dà regolarmente le spalle. Bossetti non è percepito come un mostro, ma come uno diventato famoso suo malgrado.

L’arrivo di Bossetti in tribunale

L’arrivo di Bossetti in tribunale
(Foto by Beppe Bedolis)

«Sono sereno e ho fiducia nella magistratura», confiderà ai legali l’accusato a fine udienza, annuendo vago alla domanda che l’avvocato Camporini gli aveva sparato a bruciapelo: «Allora, Massimo, ci hai capito qualcosa?». E veniva da pensare che, fosse stato a piede libero, magari Bossetti sarebbe venuto lo stesso qui, tra il pubblico, a vedere che faccia può avere il presunto assassino della porta accanto.

Tanti curiosi fuori dal tribunale

Tanti curiosi fuori dal tribunale
(Foto by Beppe Bedolis)

Prossima udienza venerdì 17 luglio quando la Corte dovrà pronunciarsi sulle eccezioni preliminari della difesa e darà il via alla discussione sull’ammissione delle prove.

L’arrivo del pm Letizia Ruggeri

L’arrivo del pm Letizia Ruggeri
(Foto by Beppe Bedolis)


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