Questa è la «Settimana dell’insegnante» Ecco gli errori grammaticali più frequenti

Questa è la «Settimana dell’insegnante»
Ecco gli errori grammaticali più frequenti

Gli italiani commettono errori con la grammatica? Parecchi, ecco i più frequenti.

Errare humanum est, ma perseverare autem diabolicum. E quindi, in occasione della «Settimana dell’insegnante» che si festeggia dall’11 al 16 maggio, perchè non fare un ripassino? In fondo non fa male a nessuno tanto che è stata stilata anche una lista degli errori più comuni che gli italiani commettono con la grammatica.

In cima alla classifica, ovviamente, c’è l’apostrofo. Quando si mette? Semplice, con tutte le parole femminili, quindi: un’amica sì, un amico no. Anche se l’errore più frequente riguarda la parola poco, che diventa un po’: vuole l’apostrofo, non l’accento, perché si tratta del troncamento della parola «poco».

Altro erroraccio? Qual è. Qui, l’apostrofo ci vuole oppure no? Assolutamente no. Qual è si scrive senza. Sempre, così come «Purtroppo è proprio così» si scrive in questo modo, ma sono tra le parole più sbagliate dagli italiani. Perchè, anche se la lettera «r» nella pronuncia non si sente poi molto, bisogna però metterla per iscritto.

Non da meno l’uso del congiuntivo, ma anche banalmente dell’uso della «e »o dell’«ed». Oppure della «a» e dell’«ad». Cosa fare? Semplice: l’aggiunta della «d» eufonica deve essere fatta solo nel caso in cui la parola che segue cominci con una vocale.

Altra difficoltà, soprattutto quando si parla, è con l’uso di «gli» e «le». I pronomi hanno un ruolo fondamentale e , riferendoci ad una persona di sesso femminile, bisogna usare il pronome «le», «gli» per il sesso maschile.

Infine non dimentichiamo la punteggiatura, tra virgole, punti e virgola, due punti messi spesso e volentieri a casaccio. Ora come ora, ci basta una promessa: in questa settimana dell’insegnante il proposito è quello di fare un ripassino veloce veloce. Senza, speriamo, strafalcioni.


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