Lunedì 24 Febbraio 2014

Rifiuti illeciti sotto la Brebemi

Locatelli e altri sei a processo

Impresa Locatelli coinvolta nell'inchiesta su rifiuti e tangenti Brebemi

Il Gup Marco Cucchetto di Brescia ha rinviato a giudizio per traffico illecito di rifiuti (nel sottofondo stradale dell’autostrada Brebemi) sei persone. Si tratta di Pierluca Locatelli e i suoi ex collaboratori Giovanni Battista Pagani, Bartolomeo Gregori, Egidio Grechi, Walter Rocca, il consulente ambientale Andrea David Oldrati e un suo ex dipendente, Giorgio Oprandi.

Il processo si terrà a Bergamo dal 7 maggio e vedrà unificato al procedimento relativo alla tangenziale di Orzivecchi per le stesse motivazioni.

I carabinieri del nucleo investigativo di Brescia avevano appurarono (seguendoli) che i camion del gruppo Locatelli – che aveva l’appalto per il sottofondo stradale di Brebemi nei cantieri di Cassano d’Adda e Fara Olivana con Sola – prelevavano scorie di fonderia alla Portamb di Mazzano (Brescia), per poi portarle all’impianto della Locatelli a Calcinate, località Biancinella.

Ma sostavano talmente poco – è la tesi dell’accusa – da risultare evidente che la tappa non serviva per sottoporre il materiale a trattamento, bensì solo per cambiare la bolla di trasporto e quindi trasferire il carico sui cantieri Brebemi. Materiale non trattato, perciò, secondo gli inquirenti.

Per Locatelli il materiale era trattato e a bolla era per il trasporto da Mazzano alla Biancinella, per questo era necessario cambiarla, da Biancinella a Brebemi, ma il materiale che usciva da Mazzano era già trattato, non era rifiuto.

Una perizia effettuata con la formula dell’incidente probatorio sui materiali scaricati da Locatelli in Brebemi ha stabilito che il limite di legge degli inquinanti è stato superato in maniera sporadica (3 campioni su 35 prelevati), senza interessamento delle falde acquifere. Il grosso delle irregolarità riguarda la dimensione granulometrica dei detriti del materiale inerte, più voluminosi del dovuto nell’80 per cento del campione.

L’imprenditore in procura a Milano ha ammesso le tangenti a Franco Nicoli Cristiani per sveltire l’autorizzazione alla discarica di amianto di Cappella Cantone (peraltro recentemente il Tar ha dato ragione a Locatelli sulla bontà dell’iter autorizzativo).

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