Rincari autostrada, la Regione:
«Così non possiamo andare avanti»

«Così non possiamo andare avanti». Maurizio Del Tenno, assessore regionale alle Infrastrutture, non nasconde il suo disappunto dopo l’ennesimo rincaro delle tariffe autostradali. Soprattutto in Lombardia.

«Così non possiamo andare avanti». M;aurizio Del Tenno, assessore regionale alle Infrastrutture, non nasconde il suo disappunto dopo l’ennesimo rincaro delle tariffe autostradali. Soprattutto in Lombardia.

Rispondendo in aula ad interpellanze di Pdl, Lega e Listab Maroni ha rilevato come «alle difformità tra le tratte lombarde, dove gli aumenti sono quasi tutti al di sopra del 3,9% della media nazionale, si aggiungano ulteriori differenze tra il territorio lombardo, particolarmente penalizzato dagli incrementi dei pedaggi, e altri territori ampiamente sotto la media nazionale o dove non sono previste modifiche ai pedaggi esistenti».

Qualche piccolo esempio a campione: più 10 centesimi a tratta da Bergamo a Milano Est, 20 per arrivare alla Tangenziale Est o a Brescia Ovest. Detti così sembrano poca roba, ma in un anno fanno dai 50 ai 100 euro in più sulle spalle dell’automobilista.

«Ho inviato una lettera al Ministro Maurizio Lupi chiedendo di avere tutta la documentazione inerente che ha portato alla determinazione degli aumenti tariffari relativi alle Concessionarie presenti in Regione Lombardia così da poter aprire un confronto sulla revisione del sistema delle concessioni autostradali».

Del Tenno ha inoltre chiesto a Lupi di «ragionare su una proposta di modifica normativa di un sistema tariffario che oggi penalizza la Lombardia rispetto alla circolazione in altre aree della nazione dove è gratuita la percorrenza di tratte autostradali e introduca moderni sistemi di pedaggiamento (tipo free-flow) per calibrare i pedaggi in maniera più equilibrata». Sistemi che il Gruppo Autostrade ha tra l’altro da anni in funzione in Austria: portali automatici che leggono le targhe agli svincoli, senza rallentare le operazioni.

Ma al di là dell’aspetto tecnologico, il problema resta quello meramente economico: «Ritengo sia ragionevole pensare che la tariffa di pedaggio debba essere proporzionale al livello di servizio dell’infrastruttura ed occorre studiare meccanismi di pedaggio con la possibilità di introdurre specifici sconti e abbonamenti a seconda dell’utenza». In primis, i pendolari.

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