Venerdì 21 Marzo 2014

Roberto Maroni sul caso Rognoni

«Non abbiamo nulla da nascondere»

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni
(Foto by Lombardia Notizi)

“La Regione non ha nulla da nascondere, stiamo leggendo e studiando le carte dell’ordinanza, sono centinaia di pagine. Ho già detto al presidente del Consiglio regionale Raffale Cattaneo, che, come richiesto da alcune forze politiche, sono pronto a riferire in Aula già martedì prossimo. Aspetto che mi dia una risposta in tal senso”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, a margine di un incontro pubblico contro le mafie, organizzato all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli, riferendosi all’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di Antonio Rognoni.

FATTI CHE RIGUARDANO VECCHIE GIUNTE - “Da quanto emerge - ha sottolineato il presidente - i fatti contestati riguardano un periodo precedente, 2008-2012, all’attuale Governo della Regione Lombardia. Stiamo facendo tutti gli approfondimenti, ma, non avendo nulla da nascondere, anzi, essendo il primo a voler far luce su questa vicenda, stiamo verificando ogni cosa e martedì sono disponibile a riferire in Consiglio”.

«Questo lo avete scritto voi, io ho solo chiesto al commissario unico Giuseppe Sala di avere una persona come vice commissario in rappresentanza della Regione. Non ho mai fatto nomi, ho solo chiesto a Sala la disponibilità, dopodiché ne avremmo parlato». Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, parlando a margine della giornata della Giornata in memoria delle vittime delle mafie all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli. Il presidente ha smentito di aver mai avanzato la candidatura di Antonio Rognoni quale sub-commissario di Expo. “Qualcuno ha scritto il nome di Rognoni, qualcun altro ha avanzato altre ipotesi - ha ribadito -, ma si tratta di nomi che avete scritto voi giornalisti”. (Ln)

IL GOVERNATORE AGLI STUDENTI: NON ABBASSIAMO MAI LA GUARDIA

«Le norme, le procedure, le leggi servono, ma è più importante la convinzione, la consapevolezza che è indispensabile combattere la mafia e ogni forma di criminalità». Questo il messaggio che il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha voluto dare in conclusione al suo intervento di fronte agli studenti che questa mattina hanno partecipato alla Giornata in memoria delle vittime delle mafie all’Auditorium Gaber. «La cultura della legalità - ha dichiarato - è lo strumento più efficace per combattere la mafia. Dire di no alla tentazione dei soldi facili e delle scorciatoie. E’ più faticoso fare le cose per bene, ma è l’unica via possibile in una società civile come la nostra. Il ruolo della scuola è fondamentale, così come giornate come questa e altre cose simboliche, sono importanti tanto quanto le leggi del Parlamento contro la criminalità. Vi esorto - ha detto rivolgendosi ai ragazzi in platea - a impegnarvi in questa direzione e sono certo che la cultura della legalità è uno degli insegnamenti più importanti che vi viene affidato negli istituti che frequentate».

MAI ABBASSARE LA GUARDIA - Il governatore ha sottolineato come ’la presenza delle mafie’, spesso ricondotta nell’immaginario collettivo, dalla fiction tv, a specifiche aree del Paese o a delimitate periferie delle grandi città, riguarda invece tutto il territorio nazionale, compresa la nostra regione. La mafia, le mafie, non hanno confini geografici, provano a infiltrarsi ovunque, ma possono e debbono trovare barriere, nel privato e nel pubblico, specialmente nelle istituzioni. E debbono trovare barriere nella società civile, nella vita quotidiana. Le mafie - ha dichiarato - non solo non le vogliamo, le respingiamo, ma le combattiamo. Con ogni mezzo, a qualsiasi livello. E non intendiamo abbassare la guardia’.

OPERATIVITA’ MUTATA - Maroni ha citato alcuni dati che testimoniano come negli anni le mafie abbiano modificato presenze sul territorio e interessi. ’Ricordo - ha evidenziato - il dato dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, che vede la Lombardia al quarto posto tra le Regioni italiane, con 1.186 immobili sequestrati o confiscati.

Si tratta di più del 10% del totale. In Lombardia, a essere più colpito è il territorio della provincia di Milano, con oltre 700 immobili sequestrati o confiscati’.

COLPIRLI SUI SOLDI - Da ministro dell’Interno, ha ricordato, ’ho dato vita all’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, che il compito di gestire questo immenso patrimonio e di metterlo a disposizione degli Enti locali, della società e dei cittadini, togliendolo ai criminali. Il messaggio da dare - ha sottolineato - è proprio questo: togliere il patrimonio ai mafiosi, il frutto dei loro affari sporchi, per metterlo a disposizione della società’.

MESSAGGIO FORTE DI LEGALITA’ - ’Da ministro - ha raccontato il presidente - sono stato tante volte nelle regioni meridionali per fare incontri e riunioni con Forze dell’ordine e magistratura per coordinare gli interventi di contrasto alla criminalità organizzata. Ricordo il messaggio forte che veniva dato dal sequestro anche di una semplice autovettura. Un’auto che fino al giorno prima girava per quei luoghi con al volante un boss o uno dei suoi sgherri, diventava un mezzo della polizia. Questo lanciava un messaggio chiaro: la mafia si può sconfiggere’.

FENOMENO CHE CI RGUARDA - ’Anche la nostra terra - ha proseguito il governatore - si è purtroppo abituata a ritrovarsi in prima pagina sui quotidiani nazionali, come protagonista di vicende di cronaca legate alla presenza della criminalità organizzata. Solo nella giornata di ieri, scorrendo le agenzie di stampa, si poteva leggere di nove persone legate alla Ndrangheta arrestate a Brescia, dove gestivano operazione attive nel settore dell’edilizia e che avevano ottenuto importanti subappalti anche per lavori alla metropolitana di Milano e a quella di Brescia, e di un importante sequestro di beni per 7 milioni di euro ai danni di una cosca ndranghetista calabrese con ramificazioni al Nord dove si occupava, tra l’altro di gestire ristoranti, pizzerie, tavole calde e fredde, bar e gelaterie. Nell’ottobre dello scorso anno inoltre la nostra Regione ha visto per la prima volta un proprio Comune (Sedriano, in Provincia di Milano) sciolto per mafia’.

REGIONE ATTIVA NEL CONTRASTO - ’La Regione che rappresento da tempo si è attivata per contrastare il fenomeno della diffusione delle mafie e anche io in prima persona, da quando la mia Giunta si è insediata, mi sono adoperato per aumentare gli sforzi in tal senso. Nel corso degli ultimi anni, la Regione ha attivato una serie di strumenti legislativi e amministrativi per rafforzare il contrasto a tutte le forme di illegalità, in particolare a quelle originate dalla criminalità organizzata’.

PIU’ TRASPARENZA A PALAZZO - Tra le principali iniziative volte a contrastare e prevenire i tentativi di infiltrazione mafiosa, in special modo nel settore degli appalti pubblici, Maroni ha ricordato ’la legge regionale n. 9 del 2011 avente ad oggetto ’Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità’, con la quale è stato istituito il Comitato regionale per la trasparenza degli appalti e la sicurezza dei cantieri. La Giunta regionale, tra l’altro, con una Delibera del gennaio 2014, ha provveduto a rafforzare l’efficacia dell’attività del Comitato attraverso la creazione di un’apposita struttura organizzativa e l’attribuzione allo stesso, di nuovi compiti di approfondimento e vigilanza in settori sensibili quali le procedure di affidamento di contratti pubblici da parte delle aziende sanitarie, gli appalti riconducibili ad Expo 2015 e gli acquisti centralizzati.

PROTOCOLLO EXPO - Sempre nel corso dello scorso gennaio, insieme al Ministro dell’Interno, al Sindaco di Milano e al Commissario Delegato a Expo Milano 2015, ho sottoscritto il Protocollo ’Expo 2015 Mafia Free’ al fine di anticipare quanto più possibile la soglia della prevenzione delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nei meccanismi di assegnazione degli appalti. Ancora - ha aggiunto - in attuazione della legge per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, la Regione ha elaborato un Patto di integrità in materia di contratti pubblici regionali, la cui accettazione da parte dei soggetti privati, costituisce condizione di partecipazione alle procedure di affidamento. Ricordo infine l’approvazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione per il triennio 2014-2016.

INTESA CON GDF E CORTE CONTI - Maroni ha ricordato anche l’approvazione, lo scorso novembre, dello schema di Protocollo Quadro di intesa tra la Regione Lombardia e la Guardia di Finanza, Comando Regionale Lombardia, avente ad oggetto il coordinamento dei controlli e lo scambio di informazioni in materia di finanziamenti, contributi ed erogazioni e di spesa sanitaria e l’approvazione, lo scorso giugno, del Protocollo di intesa tra la Regione e la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo, finalizzato alla regolamentazione dell’accesso informatico al sistema di contabilità regionale, messo a disposizione della magistratura contabile. La Corte dei conti - ha sottolineato - è un’istituzione importantissima, perché controlla ogni singola spesa che fa la Regione e gli Enti locali, effettua un controllo di legalità che garantisce che ogni singolo euro sia speso in maniera conforme alla legge’.

VIRUS CAPACE DI MUTARE - ’E’ sufficiente tutto questo impegno?’, si è chiesto Maroni, rispondendosi che ’Non basta. E’ importante, è certamente utile, ma non è sufficiente. La mafia è come un virus capace di mutare rispetto ai farmaci che lo contrastano. Se c’è una legge o una nuova disposizione, purtroppo dall’altra parte il fronte della criminalità adegua di conseguenza le sue procedure e la sua organizzazione. Non bisogna mai - ha ribadito ancora Maroni - non bisogna mai abbassare la guardia, essere attenti e anche creativi per capire quando si presenta un nuovo fenomeno mafioso per prevenirne l’espansione e per combatterlo’. (Ln)

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