Sabato 22 Marzo 2014

Sarnico, è morta «Betty Carol»

Una vita con Wanda Osiris

Umbertina Gamba

Umbertina Gamba non c’è più. «Betty Carol», questo il suo nome d’arte, è morta a Sarnico all’età di 94 anni. Negli Anni Quaranta, come soubrette calcò i palcoscenici dei maggiori teatri della Rivista italiana, ballando e cantando a fianco dell’amica Wanda Osiris.

Residente a Sarnico dal ’53, da giovane lavorava come stenografista. Occhi azzurri e capelli biondi, allergica alla vita d’ufficio, a 21 anni, nel ’40, decise di lasciare la famiglia e l’occupazione sicura, in nome di un esaltante sentimento di passione per la «Rivista» e per il palcoscenico.

Un’emozione irresistibile per i decollété, per quegli abiti seducenti e variopinti, ricchi di ricami e lustrini, spesso impiegati per coprire le gambe di quelle affascinanti donne a «24 carati», ma soprattutto per le luci dei riflettori che battevano sugli occhi, mentre una rosa era infilata nei capelli e una casta scollatura magnificava le spalle diritte e suadenti.

«Iniziai poco meno che ventenne in una piccola compagnia nel dopolavoro - amava raccontare Betty -. Alcuni artisti a riposo mi notarono e capirono sia l’attaccamento innato verso palcoscenico, sia la mia propensione per quel mondo. Mi convinsero a inseguire il sogno. Colsi l’attimo e un giorno preparai la valigia, dando il via a una vita di errante. Decisi di fare la cosa che più mi piaceva. Scelsi di entrare in una compagnia di quindici elementi dedicata alle Operette. Avevo studiato canto e iniziai come ballerina di fila».

Betty, sposata con Mimmo Ferrara, artista e ballerino di fama internazionale, legò amicizie con Gino Bramieri, Carlo Dapporto, Wanda Osiris.

Un giorno la dea bendata la baciò. La soubrette si ammalò e le capitò l’occasione di una vita. La scelsero per sostituirla e così da umile danzatrice di balletti di musica classica, diventò soubrette protagonista, con un camerino personale, allora simbolo del successo e privilegio per poche.

A Milano la notò Wanda Osiris, che le offrì un impiego da soubrette nella sua compagnia. Un gruppo composto da una cinquantina di elementi, con l’orchestra, dove lei faceva la primadonna, e dove lavoravano Carlo Dapporto e Mimmo Ferrara. Erano gli anni quaranta, a cavallo con le vicissitudini della guerra, scanditi dalla nascita delle prime Riviste di spettacolo, amate dal pubblico, e con i cabarettisti a elargire ilarità e spensieratezza nei teatri della penisola. «In quegli anni - raccontava Betty - le compagnie qualificate si contavano sulle dita di una mano: giganteggiava il nostro gruppo, guidato dalla Osiris, quindi la compagnia di Totò, a seguire Macario, e infine quella di Nino Taranto. Realtà nelle quali talvolta lavoravano umoristi emergenti in frac quali Gino Bramieri, Paolo Stoppa, Walter Chiari. Viaggiavamo di notte in direzione dei più qualificati teatri italiani, compreso il Duse di Bergamo, con gli alberghi come casa e le ripetute prove quali unico scopo di vita, nell’attesa di ricevere gli applausi del pubblico, primo ricostituente in grado di tratteggiare una motivazione di stimolo a migliorare».

I funerali di Umbertina Gamba si svolgeranno lunedì 24 marzo nella chiesa parrocchiale di Sarnico alle 15.15 partendo dalla chiesetta di San Rocco

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