Mercoledì 16 Aprile 2014

«Slot, poteri ai sindaci e più tasse»

Le proposte della Regione al Parlamento

Via libera del Consiglio regionale alla proposta di legge al Parlamento per il contrasto alla ludopatia e la razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico. L’aula del Pirellone, dopo un dibattito di diverse ore ha approvato con 59 voti favorevoli e 8 astenuti la proposta della Commissione Attività Produttive e che, nel campo del gioco d’azzardo, si aggiunge alla legge regionale in vigore approvata nei mesi scorsi e già operativa.

In dichiarazione di voto i gruppi di maggioranza e minoranza si sono espressi favorevolmente. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato invece il voto di astensione «perché il provvedimento prima di approdare all’aula avrebbe dovuto passare al vaglio della Commissione antimafia

La proposta di normativa nazionale introduce alcune novità, tra cui l’obbligo per i gestori di esporre materiale informativo sulle patologie legate alla dipendenza da gioco elettronico. Vengono irrigidite le misure per vietare il gioco ai minori, a partire dall’accesso stesso alle sale. Ed è vietata la pubblicità in fasce orarie protette, sui mezzi pubblici, a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e vengono vietati banner su applicazioni e siti Internet.

La proposta di legge chiede di inserire il «Gap» nei Livelli essenziali di Assistenza (Lea) e di istituire un Fondo per la prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico. Sale anche il prelievo fiscale a carico dei concessionari «non inferiore al 27% del monte complessivo delle entrate». In base a quanto richiesto dai sindaci e da Anci, spetterà ai Comuni rilasciare l’autorizzazione per l’apertura di sale e l’installazione di videoterminali. La proposta di legge vieta, inoltre, l’utilizzo di colori, disegni e suoni che stimolino la continuazione del gioco e il pagamento con carte di debito.

«Dopo aver approvato alla fine del 2013 la Legge regionale – spiega l’assessore Paola Bulbarelli –, oggi la politica lombarda dimostra ancora una volta di essere capace di superare gli interessi di parte, di fronte a un fenomeno in continua crescita e causa, oltre che della rovina di molte persone e delle loro famiglie, di degrado e costi sociali enormi. Sebbene la Legge regionale stia producendo i suoi primi effetti – conclude l’assessore – tocca allo Stato fare la sua parte: se il Parlamento votasse la nostra proposta non ci sarebbe più possibilità di aggirare le norme».

«Alla Giunta abbiamo dato un mandato importante con un nostro ordine del giorno, si faccia ora portavoce affinché venga rivista la fiscalità legata al gioco: un passaggio importante al quale il governo non si deve sottrarre » ha detto il consigliere Pd Mario Barboni. « Tassare il reddito da lavoro e d’impresa del 40% e quello del gioco solo dell’8% è assurdo: i dati ci dicono, tra l’altro, che a fronte della crescita del business legato al gioco, in Italia, negli ultimi mesi, l’Erario ha introitato entrate fiscali che non sono proporzionalmente aumentate. Il problema del gioco d’azzardo sta diventando per molte famiglie sempre più serio, il governo non può più ignorarlo, si deve porre una severa attenzione limitando future licenze alle sale da gioco e dando più poteri ai nostri sindaci per contrastarne la diffusione efficacemente».

© riproduzione riservata