Sui sentieri di «CamminaOrobie»
Con passo diverso ma insieme

Ivano e Michael avanzano sornioni e per la fotografia vengono raggiunti dai compagni d’avventura, Natan in testa. C’è da premiare gli amici alpini di Predore e Adrara San Martino: le pergamene sono pronte, i gagliardetti dei gruppi Basso Sebino, Valle Calepio e Val Cavallina brillano sotto il sole.

Sui sentieri di «CamminaOrobie» Con passo diverso ma insieme

Ivano e Michael avanzano sornioni e per la fotografia vengono raggiunti dai compagni d’avventura, Natan in testa. C’è da premiare gli amici alpini di Predore e Adrara San Martino: le pergamene sono pronte, i gagliardetti dei gruppi Basso Sebino, Valle Calepio e Val Cavallina brillano sotto il sole mentre il rigore dell’ufficialità si scioglie in un improvviso abbraccio.

È il gesto più visto ieri ai Colli di San Fermo, dove s’è camminato insieme «con un passo diverso». E l’impressione è che si sia gettato il seme giusto. Lo dice alla fine dei discorsi ufficiali, emozionata, un’ospite di una delle quattro tra fondazioni e cooperative che hanno preso parte a «CamminaOrobie in montagna insieme, con un passo diverso».

Che poi erano di più: inaspettatamente si sono infatti presentate alcune ospiti dell’Istituto femminile don Luigi Guanella di Verdello e una quindicina da «La Cascina» di Villa d’Almè.

«Voglio ringraziare tutti per questa bella giornata – dice seria, pesando le parole – e spero di rivederci l’anno prossimo». Non c’è dubbio. Il Cai che ha dedicato al mondo della disabilità una tappa di CamminaOrobie, gli alpini e la Fondazione Angelo Custode da dove è partita l’idea di un giorno di festa insieme, sono già pronti a una nuova edizione, senz’altro allargata.

Lo dimostrano le telefonate ricevute da Antonio Valenti, direttore dell’istituto di riabilitazione Angelo Custode di Predore: «A malincuore ho dovuto rimandare all’anno prossimo un paio di gruppi che – spiega –, dopo aver letto ciò che sarebbe successo oggi (ieri, ndr), si volevano aggregare a noi». Sarà per il 2015. A un rifugio, una casa alpina, un grande prato dove far volare gli aquiloni e sgomitare per poter spingere a turno le carrozzelle lungo i sentieri, chissà.

Ieri è stato così: semplice semplice, ma di forte impatto emotivo. Gli alpini indaffarati a preparare la pastasciutta nella cucina del Bar Al Colle mentre gli operatori, i volontari e tante famiglie camminavano sparsi tra i larghi prati dei Colli insieme a loro, i bambini, uomini e donne dell’Istituto di Predore, del centro diurno Koinonia e della residenza Michael di Bergamo (le tre realtà fanno parte della Fondazione Angelo Custode), della Nostra famiglia Casa degli alpini di Endine, poi la Fondazione Conti Calepio di Castelli Calepio e la cooperativa sociale Il Battello di Sarnico.

Almeno 250 persone «che sono il segno delle quattro parole e racchiudono il senso di questa giornata – ha detto il vicario episcopale per i laici e per la pastorale, monsignor Vittorio Nozza che della Fondazione Angelo Custode è il presidente –: “passo diverso ma insieme”. Oggi qui ci sono competenze diverse, ci sono le famiglie con cui la cura per questi amici è condivisa: un insieme di diversità che ha valore, ha bellezza nel momento in cui si mettono insieme».

Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 17 luglio 2014

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