Sabato 08 Febbraio 2014

Tragedia delle Azzorre, 20 morti

Dopo 25 anni il ricordo è indelebile

La prima pagina de L'Eco di Bergamo del 9 febbraio 1989

Venticinque anni. È passato un quarto di secolo dalla tragedia delle Azzorre. L’8 febbraio del 1989 un Boeing 707 decollato da Orio e diretto a Santo Domingo si schiantò contro il Pico Alto, una montagna dell’isola, l’arcipelago al largo del Portogallo. Un errore del pilota, un equivoco con la torre di controllo.

Di quel volo non si salvò nessuno. Nessun superstite dei 144 passeggeri. Le vittime bergamasche furono venti. Fu una tragedia nella tragedia, perché i pochi resti rimasti non permisero di riconoscere le salme.

I familiari si affidarono a un vestito o a un pezzo tra gli effetti personali per riconoscere il proprio congiunto. A dieci dei 144 morti (137 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio), non fu possibile nemmeno dare un nome.

Sabato 8 febbraio, dalle 14, all’oratorio di Sant’Anna, incontro dell’Associazione Vittime delle Azzorre: alle 15,30 Messa al cimitero di Bergamo a ricordo di tutte le vittime.

Al Cimitero di Bergamo un cippo dello scultore Ghidotti ricorda la tragedia e dove sono sepolte le dieci salme che non è stato possibile identificare. Nel 1996 una cerimonia in memoria delle vittime era stata tenuta a Santa Maria delle Azzorre.

Fu un momento di intensa commozione che aveva visto l’intervento del Vescovo dell’arcipelago portoghese, delle autorità locali, dell’ambasciatore italiano e del sindaco di Bergamo, allora Guido Vicentini.

Nella stessa circostanza alle Azzorre venne venne deposta una stele commemorativa che era stata realizzata sempre dallo scultore Guidotti nel luogo dove cadde il Boeing 707.

L’aereo, decollato dall’aeroporto di Orio al Serio alle 11, si schiantò quattro ore dopo, contro la collina di Pico Alto. Alle Azzorre era previsto uno scalo tecnico sulla rotta per Santo Domingo. I periti accertarono che all’origine della tragedia c’era stato un errore umano.

Sull’aereo viaggiavano cittadini di undici regioni d’Italia: Lombardia (che, con oltre cinquanta vittime era stata la regione più colpita), Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Trentino, Sicilia, Marche, Molise, Campania e Puglia.

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