Uniacque, bufera anche politica
Capelli: coalizione in discussione

La bufera non si placa attorno a Uniacque. L’approvazione del bilancio ha lasciato strascichi pesanti. Il giorno dopo l’infuocata assemblea con i Comuni soci, ad alzare il tiro è Angelo Capelli, coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra.

La bufera non si placa attorno a Uniacque. L’approvazione del bilancio ha lasciato strascichi pesanti. Il giorno dopo l’infuocata assemblea con i Comuni soci, ad alzare il tiro è Angelo Capelli, coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra: «Trovo sconcertante che dopo esserci confrontati prima dell’incontro di Uniacque con Franco Tentorio, che ha fatto del mancato aumento delle tasse una delle sue bandiere, il Comune di Bergamo con la Provincia e i sindaci di Lega, Forza Italia e un pezzo significativo del Pd abbiano messo 50 milioni di tasse sul gobbone dei cittadini della città e della provincia».

Un attacco che si abbatte su Palazzo Frizzoni e l’alleanza del centrodestra a una settimana dalle elezioni e che rischia di far saltare i già fragili equilibri interni alla coalizione. Il bilancio di Uniacque, che contiene i contestati aumenti della tariffa dell’acqua, è passato a maggioranza nonostante i sindaci contrari fossero più di quelli favorevoli, 77 contro 70. A pesare sono state le quote detenute da Palafrizzoni, Provincia e Comuni big.

Nel mirino del Ncd il sì al documento da parte del Comune di Bergamo e anche l’alleanza con Forza Italia e Carroccio. «In questo momento è fortemente in discussione la nostra posizione in una coalizione che nei fatti sta facendo cose che nel merito non condividiamo perché danneggiano i cittadini». Capelli è un fiume in piena. Tentorio, che non l’ha presa bene (eufemismo), sceglie di non replicare e spiega solo che «l’assemblea ha dato il via libera al bilancio, le tariffe erano già state approvate da tempo». Più loquace Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega: «Noi ci stiamo muovendo nell’interesse dei cittadini e dei Comuni che non saranno sanzionati dall’Unione europea in modo pesante. È esattamente il contrario di quanto dice in maniera strumentale il Comitato acqua bene comune».

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