Sabato 20 Settembre 2014

«Vanessa e Greta cadute in trappola»
Vendute a un gruppo armato

Da sinistra Greta Ramelli e Vanessa Marzullo in una foto tratta da Facebook

Cadute in trappola. E poi vendute da un gruppo armato a un altro. Ma non in mano ai jihadisti dello Stato islamico: è quanto potrebbe essere successo a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due giovani italiane scomparse in Siria a fine luglio, secondo quanto riportato da un quotidiano libanese vicino al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah alleato del regime di Damasco.

Per la liberazione delle due italiane - Venassa è bergamasca -, e di padre Paolo Dall’Oglio (rapito in Siria oltre un anno fa), è intanto scesa in campo, con un appello video in arabo e in italiano, l’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii), che per bocca dell’imam di Firenze, Elzir Izzedin, si è rivolta direttamente ai loro rapitori. «Mi appello a voi che dite di essere musulmani, liberate i nostri tre ostaggi Padre Dall’Oglio, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli», esorta l’imam nel messaggio video in arabo e in italiano che sarà diffuso anche dai principali network arabi.

«Loro hanno lavorato in Italia per gli interessi e la liberazione del popolo siriano e sono andati in Siria per aiutarlo contro il regime. Come dice il Corano, nessuno può accusare qualcuno di una cosa che non ha fatto, perciò invito voi credenti, o che almeno dite di essere, di liberare questi nostri concittadini italiani», prosegue l’appello dell’Ucoii. Il giornale al Akhbar che ha oggi pubblicato l’articolo su Ramelli e Marzullo non è certo imparziale. Ma quando, nei mesi scorsi, aveva pubblicato indiscrezioni sulla sorte di Paolo Dall’Oglio, il prete gesuita scomparso nel nord della Siria nel luglio 2013, il racconto delle sue fonti era stato in seguito confermato sia da fonti italiane attive per la liberazione di Dall’Oglio sia da diverse fonti siriane. A Ramelli, Marzullo e Dall’Oglio si aggiungono altri italiani sequestrati nel mondo come Giovanni Lo Porto, cooperante scomparso in Pakistan da due anni, Gianluca Salviato, l’impiegato sequestrato in Libia a marzo e Marco Vallisa, il tecnico rapito due mesi fa sempre in Libia.


Sulla sorte delle due giovanissime italiane, il quotidiano libanese cita una fonte identificata con uno pseudonimo, Ahmad, descrivendola come «un ex miliziano» di Abizmu, la località dove si sono perse le tracce delle due italiane ai primi di agosto scorso. La fonte citata da al Akhbar sostiene che Ramelli e Marzullo sono «state attirate a Abizmu» nell’ambito di un piano preordinato per rapirle e chiedere un riscatto. Secondo la fonte, «l’attivista» con cui le due giovani e il giornalista de Il Foglio Daniele Raineri erano in contatto «era uno di quelli che passano molto tempo su Internet».


E su Internet «l’attivista» le avrebbe conosciute. Greta e Vanessa si sono in seguito recate più volte a casa dell’“attivista». Tra loro si è creato un legame di fiducia, fa intendere la fonte. Solo successivamente, «l’attivista» - di cui la fonte non conosce l’identità - in cambio di danaro le ha attirate nella trappola: una visita in casa del «capo del consiglio rivoluzionario di Abizmu», l’uomo forte della cittadina. Quest’ultimo, prosegue il racconto, le ha subito vendute a un altro gruppo armato della zona. La fonte esclude che le due italiane possano esser state vendute allo Stato islamico e fa intendere che Greta e Vanessa si trovino tra la regione occidentale di Aleppo e il confine turco.


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