Mercoledì 10 Settembre 2014

Vanessa e Greta rapite in Siria

Farnesina: si cerca il contatto chiave

Greta Ramelli (S) e Vanessa Marzullo (nella foto tratta dal suo profilo facebook)

Intelligence e diplomazie all’opera nel pantano della Siria per riportare a casa le due ventenni rapite il 1° agosto, Vanessa Marzulli di Brembate e Greta Ramelli di Varese. Mancherebbe ancora, però, un contatto «credibile», quello decisivo, per capire dove, perché e soprattutto chi le ha sequestrate.

E a questo si lavora costantemente all’Unità di crisi della Farnesina, a caccia di un canale «credibile» per dialogare con i rapitori: delinquenti comuni che potrebbero poi averle «vendute» a un gruppo di combattenti al servizio del califfo del terrore Al Baghdadi? Senza l’uomo chiave, il contatto decisivo, sembra ancora lontana una schiarita sulla vicenda delle due volontarie.

Intanto, sul tema del «nuovo» terrorismo di matrice religiosa ieri il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha riferito alla Camera con un’informativa urgente. In cui ha citato anche la vicenda di Bilal Bosnic, l’iman salafita arrestato la scorsa settimana in Bosnia con l’accusa di aver reclutato aspiranti jihadisti dal inviare sul fronte siriano a combattere per l’Islamic State (noto con la sigla Isis) di Al Baghdadi.

Ospite del gruppo Islamsko Dzemat, che si riuniva in una sala del Comune alla periferia di Bergamo, il predicatore integralista era passato anche dalla nostra città lo scorso inverno. Non sarebbe lui il «reclutatore» dei due nordafricani che hanno vissuto per una decina di anni nella nostra provincia, tra Zingonia e Treviglio, e che sono stati poi «mappati» dall’intelligence italiana tra i giovani che hanno lasciato i loro Paesi per combattere con l’Isis in Siria. I due - tra i 48 «italiani» che risultano arruolati dall’Is isin Siria – sarebbero stati contattati quando già erano tornati nella patria d’origine, quasi tre anni fa.

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