Giovedì 19 Dicembre 2013

«Soldi alla Cdo per la discarica»

Ma Formigoni querela Locatelli

L'area della discarica a Cappella Cantone

L’accordo era che Rossano Breno, l’ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, «avrebbe influito sugli esponenti politici di Comunione e Liberazione di Regione Lombardia ovvero Marcello Raimondi e il presidente Roberto Formigoni».

Lo ha messo a verbale l’imprenditore Pierluca Locatelli nel suo ultimo interrogatorio del 27 maggio scorso, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti pagate per l’autorizzazione a realizzare una discarica di amianto a Cappella Cantone, in provincia di Cremona.

Il verbale dell’interrogatorio, reso davanti al procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e ai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, è stato depositato con la chiusura, nei giorni scorsi, dell’inchiesta a carico, tra gli altri, di Formigoni, accusato di corruzione.

Breno, sempre stando al verbale di Locatelli, avrebbe riferito all’imprenditore che le sue «elargizioni» in denaro (...) «andavano in Regione» in favore dell’area di riferimento dei predetti personaggi politici, cioè Comunione e Liberazione».

Secondo l’accusa, in sostanza, oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input dell’ex Governatore lombardo e senatore del Nuovo Centrodestra Formigoni. E altri 100mila euro sarebbero andati all’allora vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, sempre «per conto» del «Celeste».

Ma in serata il senatore Roberto Formigoni ha incaricato i suoi legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni nei confronti di Pierluca Locatelli in relazione alle sue dichiarazioni rese nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti pagate per l’autorizzazione a realizzare una discarica di amianto a Cappella Cantone, in provincia di Cremona.
Lo riferisce il portavoce di Formigoni in una nota nella quale si definiscono le dichiarazioni «totalmente false, infondate e diffamatorie».

«Il sig. Locatelli - dichiara Roberto Formigoni - che non conosco e che non mi conosce come lui stesso ha affermato, ha reso una serie di dichiarazioni completamente inventate, false e diffamatorie nei miei confronti nel corso dei suoi interrogatori. Ne risponderà in sede penale e civile. Come la Procura stessa riconosce non ho mai intascato un euro, ma non ero neppure a conoscenza che il sig. Locatelli avesse eventualmente effettuato dazioni di denaro, a me del tutto sconosciute, a persone terze».

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