Mercoledì 30 Luglio 2014

Vitalizi, dalla Regione via al taglio

Sale l’età: passa da 60 a 66 anni

Il Consiglio regionale

La Lombardia verso il taglio dei vitalizi. Il Consiglio regionale lombardo, che già nel 2011 aveva abolito i vitalizi a partire dall’attuale legislatura, ha messo questa decisione nero su bianco in un progetto di legge presentato mercoledì 30 luglio nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Pirelli, alla quale hanno partecipato i componenti del Tavolo di lavoro sulla riduzione dei costi della politica, coordinato dal Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e composto dai capigruppo di tutte le forze politiche o loro delegati. Il testo, frutto di un’intesa unanime e sottoscritto da tutti i gruppi, è dunque pronto per essere portato all’attenzione della Commissione con l’obiettivo di approvare la legge entro la fine di settembre.

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre al presidente Cattaneo, i capigruppo Luca Del Gobbo (Ncd), Stefano Bruno Galli (Maroni Pres.), Massimiliano Romeo (Ln), Enrico Brambilla (Pd), Claudio Pedrazzini (Fi), Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) e in consiglieri Roberto Bruni (Patto Civico) e Stefano Buffagni (M5S). La consigliera Elisabetta Fatuzzo (Pens.), che pure ha sottoscritto il testo, non ha potuto essere presente.

«Una sforbiciata ai vitalizi equa e sostenibile - è il commento del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo - che si regge su due capisaldi: innalzamento dell’età per chi ha maturato nel passato il vitalizio e che con questo progetto di legge viene equiparato a qualsiasi altro lavoratore della pubblica amministrazione e interventi di taglio che vanno a incidere maggiormente sugli importi più alti. Per evitare che i risparmi vengano incamerati dalle casse statali, come disposto da una legge nazionale, le riduzioni verranno destinate a un ‘fondo di solidarietà per affrontare necessità del nostro territorio».

Cattaneo ha inoltre dichiarato: «Con questa operazione può dirsi conclusa la fase avviata già nel 2011 con l’eliminazione dell’assegno vitalizio, che è proseguita l’anno scorso con l’approvazione della legge 3 che ha già portato a oltre 17 milioni di risparmi e che ora trova il suo coronamento in questo progetto di legge. Adesso mi auguro che oltre allo screening dei costi di questo Consiglio, l’opinione pubblica presti maggiore attenzione al nostro lavoro, per il quale vorremmo essere giudicati. È necessario avviare una riflessione sull’efficacia della nostra azione amministrativa perché la politica va misurata sui risultati: sulla qualità e capacità amministrativa»

Il provvedimento prevede l’innalzamento dell’età anagrafica per il conseguimento del diritto all’assegno vitalizio, che passa dagli attuali 60 anni a 66 anni e comunque sarà collegata all’aspettativa di vita secondo quanto stabilito per i lavoratori del pubblico impiego. Si prevede inoltre una riduzione dell’importo lordo degli assegni vitalizi in godimento, dal quale sarà trattenuto un contributo di solidarietà applicato con criteri di progressività. Il taglio interessa i soggetti con un reddito complessivo irpef superiore a 18 mila euro.

E vale anche per chi non ha ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno e per quei consiglieri che, nonostante il possesso dei requisiti, non hanno ancora percepito l’assegno. Interessati anche i vitalizi di reversibilità di soggetti con un reddito annuo irpef complessivo superiore a 24 mila euro. Infine, una norma del progetto di legge prevede che i nominativi dei destinatari dei vitalizi con le somme erogate vengano pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio regionale, superando così il vincolo che aveva posto il Garante della Privacy.

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