Mercoledì 08 Dicembre 2010

Yara, in campo gli esperti del Racis
Al setaccio le abitudini dei familiari

Accantonata la pista di Mohammed Fikri, da martedì per far luce sulla scomparsa di Yara Gambirasio sono in pista anche i carabinieri del Racis, il raggruppamento investigazioni scientifiche di Roma, dal quale dipende anche il Ris. Ieri pomeriggio gli uomini del reparto analisi criminologiche dello stesso Racis, specializzati nei casi di persone scomparse, hanno incontrato i genitori di Yara nella caserma dell'Arma di Ponte San Pietro.

L'obiettivo è stato quello di scandagliare minuziosamente i rapporti e i legami della famiglia con gli altri parenti e con tutti i conoscenti dei Gambirasio, per non lasciare alcuna pista intentata. Il colloquio è durato alcune ore, al termine del quale mamma Maura e papà Fulvio sono tornati nella loro casa di via Rampinelli, a Brembate Sopra.

Il colonnello Roberto Tortorella, comandante provinciale dell'Arma, uscendo ha riferito ai giornalisti che esistono anche altre piste sulle quali si sta indagando: le tracce del telefonino di Yara e la testimonianza di Enrico Tironi, il diciannovenne che aveva riferito alla tivù di aver visto Yara con due persone la sera della sua scomparsa.
Ora gli inquirenti sarebbero infatti intenzionati a risentirlo di nuovo, ma dove sia finito è un mistero: non si trova più.

Ma gli inquirenti devono ancora far luce su diversi aspetti: Yara la sera della scomparsa ha parlato con due uomini, vicino a una Citroem rossa? La testimonianza del 19enne è attendibile? C'è un terzo testimone che avrebbe visto le stesse cose del ragazzo? E il furgone bianco esiste davvero?

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a.ceresoli

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