Mercoledì 10 Febbraio 2010

Triumph, si muove la Regione
«Subito un tavolo istituzionale»

Per salvaguardare il futuro occupazionale di 56 lavoratori della Triumph International Rome di Trescore Balneario (azienda di abbigliamento intimo che fa capo a una multinazionale svizzera), Regione Lombardia cercherà subito di aprire un tavolo istituzionale che veda la partecipazione delle istituzioni, dei rappresentanti dei lavoratori e della proprietà.

«Oggi stesso – ha detto mercoledì il Presidente della Commissione “Attività produttive” Carlo Saffioti (FI-PdL) al termine dell'audizione tenuta in Consiglio regionale - coinvolgeremo l'Unità di crisi istituita presso la Giunta regionale, affinchè si occupi del problema e lo affronti con la dovuta e necessaria attenzione e tempestività».

L'azienda ha annunciato l'intenzione di chiudere il magazzino e spostare la logistica all'estero: qualora tali intenzioni trovassero attuazione concreta, sono appunto 56 i dipendenti che perderebbero il posto di lavoro. Un'ipotesi considerata inaccettabile dai numerosi rappresentanti sindacali intervenuti mercoledì in Commissione “Attività produttive”, tra i quali hanno preso la parola Fulvio Bolis della CGIL, Cristian Verdi della CISL, Stefania Bellini e Cristina Manenti delle RSU aziendali.

«Il piano preannunciato dall'azienda - hanno detto - prevede un anno di cassa integrazione straordinaria, noi chiediamo di sostituire tale decisione con i contratti di solidarietà, in attesa di una possibile soluzione favorevole della situazione». Per Giuseppe Benigni (PD), che aveva sollecitato e promosso l'incontro in Commissione, «l'intero settore tessile bergamasco è interessato da una crisi reale, certo, ma esiste anche una responsabilità sociale d'impresa che ogni imprenditore deve comunque avere e mantenere. Da qui la necessità di una azione politica congiunta e unitaria dei vari livelli istituzionali per convincere l'azienda a mantenere in loco la logistica».

«E' evidente - gli ha fatto eco Giosuè Frosio (Lega Nord) - che l'azienda stia cercando di forzare e affrettare i tempi a proprio favore, nostro dovere è impegnarci a fondo per mantenere aperto a tutti i costi il tavolo della trattativa e proseguire così il confronto con la proprietà». All'audizione in Regione è intervenuto anche l'Assessore provinciale di Bergamo alla Formazione e Lavoro Enrico Zucchi.

k.manenti

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