Giovedì 04 Novembre 2010

«Gli eroi anonimi dell'industria»
Gibelli elogia gli imprenditori

«La Regione Lombardia si regge su tanti eroi anonimi della sua industria». Lo ha detto Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione e assessore all'Industria e all'Artigianato, nel corso del sesto momento dell'Assessorato Itinerante, che ha fatto tappa all'azienda «Plastik» di Albano Sant'Alessandro.

Un'impresa che, attraverso l'impegno di ben tre generazioni della famiglia Cattaneo, si sta imponendo nella produzione di pannolini e materiale igienico che esporta in molti paesi d'Europa; dalla fine del 2011 produrrà anche nell'Africa settentrionale dove sta portando già da tempo i suoi prodotti. Proprio questa sua capacità di essere impresa e famiglia è stata al centro delle considerazioni dello stesso vicepresidente.

«Regione Lombardia - ha aggiunto Gibelli - punta molto a non separare il lavoro e la produzione con il welfare: ovvero con la capacità di un nucleo familiare di portare avanti un progetto industriale. Il collegamento forte azienda-famiglia è assolutamente un elemento decisivo per far crescere l'impresa nella nostra regione e per garantirgli una forte capacità di affermazione. Solamente con rapporti ben saldi si riescono a superare i momenti di crisi che ancora attanagliano le nostre economie. Ed è proprio per queste ragioni che la nostra istituzione deve saper costruire dei pacchetti utili per far ben operare il trinomio impresa, lavoro e famiglia».

«Ogni persona della famiglia persa nel sistema produttivo - ha spiegato Gibelli - è una perdita irrecuperabile e questo non ce lo possiamo permettere». Le caratteristiche della Plastik sono state presentata da Gianangelo Cattaneo sia nei dettagli tecnici sia per quanto riguarda la sua capacità di innovare e di trovare collaborazioni con importanti istituti universitari nell'ambito della ricerca e delle nuove tecnologie. Al termine dell'incontro il vicepresidente è stato accompagnato in una visita al sito produttivo bergamasco che dà lavoro ad oltre 200 operai.

Gibelli ha inoltre affermato di voler «chiedere un confronto non solo con il Ministero dello sviluppo economico del nostro Paese, ma anche con gli organi europei di Bruxelles, perchè è necessario che l'Unione prenda atto dell'urgenza di salvaguardare i suoi motori economici e la Lombardia è uno di questi».

Dopo la «Plastik» di Albano Sant'Alessandro, l'assessore all'Industria e Artigianato ha visitato il «Mollificio Bergamasco» che produce molle tecnologicamente avanzate. Con 82 dipendenti e strumenti di ultimissima generazione l'azienda sta avviando piani industriali per incrementare i mercati. A dirigere l'impresa 5 cugini, che hanno tratto dal binomio famiglia-lavoro la forza necessaria per diventare leader in questo settore; una coalizione, quella di impresa e famiglia, che per il vicepresidente di Regione Lombardia «ha letteralmente salvato non solo il nostro territorio dalla crisi, ma anche tutto il Paese».

Di fronte alle richieste degli imprenditori il responsabile regionale delle attività produttive ha voluto rimarcare come «i finanziamenti pubblici sui distretti abbiano, in realtà, favorito il Sud».«Chiedo - ha detto Gibelli - che il rapporto tra Nord e Sud in tema di finanziamenti venga proporzionato a favore di quei territori in cui le imprese che producono esistono davvero. Basta con le invenzioni. In alcune parti del Paese la realtà è stata drogata proprio dal finanziamento pubblico. E lo si vede perché, ad esempio al Sud, la crisi è stata sicuramente meno sentita rispetto al Nord, dove gli impianti di produzione esistono davvero».

L'assessore, accompagnato dagli amministratori e dall'onorevole Giacomo Stucchi, presidente della Commissione parlamentare contro la contraffazione, ha poi visitato gli impianti.

a.ceresoli

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