Martedì 29 Marzo 2011

Il prezzo latte indicizzato?
Copagri: «Facciamolo anche qui»

Prezzo latte: raggiunto l'accordo sull'indicizzazione in Regione Piemonte. Roberto Cavaliere, responsabile della Copagri Lombardia: «È un passaggio epocale, finalmente si va verso l'ammodernamento. Speriamo che l'accordo sia preso come riferimento da tutti». 

Martedì 29 marzo in Regione Piemonte è stato raggiunto un accordo storico finalizzato ad iniziare un processo di indicizzazione sul prezzo del latte tra tutte le organizzazioni professionali agricole e la parte industriale, con il sostegno e il riconoscimento della regione.

L'accordo maturato è frutto di un confronto aperto da molte settimane in regione Piemonte e che ha avuto il pieno assenso di tutte le parti in causa sia rappresentanti dei produttori, sia dell'industria casearia. Nel documento si legge, «è diventato fondamentale, causa l'elevata volatilità dei mercati nazionali e internazionali, trovare un sistema oggettivo e tempestivo per la determinazione del prezzo del latte».

«Il sistema di prezzo indicizzato elaborato in collaborazione con l'Osservatorio Latte di Cremona-Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (di seguito denominato: sistema indicizzato), ben risponde a quanto sopra, in quanto si basa sull'osservazione di un paniere di 15 voci equamente ripartito fra quotazioni di prodotti caseari sul mercato internazionale, nazionale e di prodotti costituenti costo di produzione per l'allevatore».

«È intenzione degli attori della filiera che sottoscrivono questo accordo: valorizzare il prodotto locale, aprire un tavolo di confronto permanente per analizzare i problemi strutturali del settore, monitorare l'applicazione del presente accordo, estendere e valorizzare i principi dello stesso coinvolgendo anche altri componenti della filiera quali la distribuzione».

Ora, afferma Roberto Cavaliere, responsabile nazionale per il settore lattiero caseario per Copagri, «mi attendo che questo accordo, epocale, si traduca sul campo in una risposta certa per i produttori, da oggi, mercato e costi di produzione saranno la base su cui calcolare la remunerazione del latte alla stalla; un segnale di ammodernamento inevitabile, continua Cavaliere, in quanto da anni ai produttori non è riconosciuto il giusto prezzo del latte, tale da giustificare gli alti costi di produzione che spesse volte superano (come nel 2009) del 30% i cost».

Riteniamo importante la costituzione di una commissione paritetica che valuterà nei prossimi mesi l'effettiva attuazione dell'accordo, nonché la personalizzazione dell'indicizzazione alle varie tipologie dei prodotti lattiero caseari trasformati, a cui il latte dei produttori verrà destinato.

Ora, conclude Cavaliere, «auspichiamo che tale accordo sia preso di riferimento in tutte le regioni maggiormente vocate alla produzione di latte, come Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Puglia, in modo che in futuro si lavori sulla programmazione anche con lo sguardo rivolto alla riforma del pacchetto latte e delle quote latte in discussione a Bruxelles.

m.sanfilippo

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