Martedì 15 Novembre 2011

«Parla» bergamasco
il microchip per gli animali

Uno svizzero-bergamasco alla guida di una cordata di imprenditori orobici che detiene l'82% di un'azienda con sede nel Canton Ticino che si sta espandendo in tutto il mondo nel campo dell'identificazione elettronica animale e nelle applicazioni industriali e logistiche. Un mercato che avrà un grande sviluppo nei prossimi anni.

Valentino Benicchio, nato a Zurigo nel 1965, opera da anni nel Canton Ticino ma non dimentica le origini orobiche (il padre è nato a Bergamo). E proprio con un gruppo di imprenditori bergamaschi nel 2008 ha lanciato una nuova sfida professionale, creando a Muzzano, nel Canton Ticino, la Royal Tag, di cui è amministratore delegato.

Acquisita la I&M Bernareggi
La società, con un fatturato di 5,7 milioni di franchi svizzeri, realizza transponder (cioè micro-chip a radiofrequenza), lettori ed antenne, che consentono di registrare informazioni in campo zootecnico-veterinario, medico-ospedaliero, industriale, agroalimentare, istituzionale, ambientale e nei servizi alla persona, comprese le case di riposo.

Ed è di questi giorni fa la notizia che la Royal Tag ha acquisito il 100% (prima deteneva solo una partecipazione) della storica azienda comasca I&M Bernareggi che controlla il 70% del mercato nazionale della distribuzione degli identificativi elettronici.

In particolare, l'azienda produce sistemi Rfid (Radio frequency identification system) in grado di ricevere, amplificare e ritrasmettere un segnale a bassa o alta frequenza grazie all'uso di un transponder. Questa tecnologia viene applicata in due comparti: ai processi di conteggio, identificazione e controllo del bestiame e degli animali domestici (in cui opera l'«animal division» per la produzione di marche auricolari, bande per le zampe, collari e altri sistemi di identificazione); e alla gestione di grosse quantità di indumenti nelle lavanderie industriali o nei centri di smistamento («industrial division»).

Sviluppo nel mondo
Nella divisione animale, la Royal Tag, che pure è già presente nei cinque continenti, guarda ai mercati internazionali e presto potrebbero esserci importanti sviluppi. Del resto, ogni anno nascono e muoiono un miliardo e 300 milioni di capi di bestiame e la tracciabilità si sta estendendo in tutto il mondo. Quest'anno l'azienda ha anche ricevuto la certificazione Oeko-Tex Standard 100 per i transponder Lf ed Hf utilizzati per il riconoscimento dei capi di abbigliamento nelle strutture di degenza e nelle lavanderie industriali.

P. S.

a.ceresoli

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