Manovra, addio Province?
Via Tasso alza le barricate

Con un colpo di mannaia il governo Monti spazza via gli scranni delle Giunte provinciali e lascia intatti solo dieci banchi nel Consiglio. Le novità del decreto definito «salva Italia» dallo stesso premier non sono state accolte con favore in via Tasso a Bergamo.

Con un colpo di mannaia il governo Monti spazza via gli scranni delle Giunte provinciali e lascia intatti solo dieci banchi nel Consiglio. Le novità del decreto definito «salva Italia» dallo stesso premier non vengono accolte con favore in via Tasso a Bergamo.

Dove in primis il presidente della Provincia, il leghista Ettore Pirovano, e i capigruppo - salvo quello del Popolo della libertà - a seguire, alzano le barricate. Perché la modalità di taglio «indiscriminato» proprio non va giù ai consiglieri provinciali. E Pirovano scende in prima linea e ricorda che la legge che è stata approvata nei mesi scorsi prevedeva una riduzione del numero di assessori e dei consiglieri. Riduzione, non azzeramento.

«Proprio Monti - ha ironizzato Pirovano -, che mi pare abbia studiato e insegnato alla Bocconi, non ha letto il loro dossier. Vuol dire che glielo manderò». L'affondo del presidente parte da quel documento che «dice che i costi della politica non sono i 4 assessori, soprattutto per la Provincia di Bergamo».

 Il numero uno di via Tasso ha tuonato: «Mi piacerebbe vedere come fa a mandare a casa persone che sono state elette dai cittadini. Se viene a trovarci gli faccio vedere cos'è una Provincia e un Comune a Caravaggio, perché forse ha visto un Comune una sola volta, quando ha fatto la carta d'identità».

Pirovano ha ricordato che il costo della politica targata via Tasso è solo di un milione e 800 mila euro all'anno. Che si traduce in meno di due euro di spesa per ogni cittadino.

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