Mercoledì 07 Marzo 2012

Lombardia: «rosa» il 21% delle imprese
Nella Bergamasca il dato è del 10,7%

L'economia lombarda si tinge di rosa: tra ditte individuali e società a prevalenza femminile sono infatti quasi 173 mila le imprese guidate da donne, pari al 20,8% dell'intero tessuto produttivo. Rispetto al 2010 il dato è in aumento dello 0,8%, crescita maggiore rispetto al dato maschile (+0,2%).

Commercio, manifatturiero e servizi i settori preferiti dalle donne che fanno impresa: oltre una su quattro esercita infatti un'attività commerciale (46.588, 23,7%) mentre sono quasi 19 mila le imprese manifatturiere femminili e 19.493 quelle di servizi generici.

La maggior concentrazione di imprese «rosa» è nella provincia di Milano (33,3%), poi a Brescia e Bergamo (rispettivamente il 13,7% e il 10,7% del totale lombardo). I comparti in cui è più forte la presenza femminile sono i servizi generici (51,6%), la sanità e l'assistenza sociale (35,1%), le attività di servizi di alloggio e ristorazione (31,4%) e l'istruzione (29%). Oltre la metà delle piccole imprenditrici lombarde (titolari di ditta individuale) ha un'età compresa tra i 30 e 49 anni, una su tre tra i 50 e i 69 anni.

Una parte significativa dell'economia rosa è costituita infine dalle donne straniere che con 11.643 ditte individuali attive rappresentano il 12,5% delle piccole imprese femminili. Si tratta per lo più di imprenditrici cinesi (28%, oltre una su quattro), rumene (8,4%) e marocchine (5,7%), concentrate prevalentemente a Milano (42,6%), Brescia (15,1%) e Bergamo (9%).

Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo e quarto trimestre 2011 e 2010 in vista dell'8 marzo, festa delle donne. «Le donne - ha commentato Gianna Martinengo, presidente del Comitato per la Promozione dell'Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano - sono sempre più attive e protagoniste sul mercato del lavoro specie grazie alle loro qualità, ma c'è ancora molto da fare per promuovere la presenza femminile. A partire dal lavoro autonomo e dalle imprese che giocano un ruolo importante. Nella crescita della competitività bisogna premiare il capitale umano, l'istruzione e il lavoro della conoscenza, elementi presenti e diffusi nell'universo in rosa».

m.sanfilippo

© riproduzione riservata