Martedì 24 Luglio 2012

Ubi Banca, altra giornata nera
Titolo sotto la quota dei 2 euro

Nel lunedì nero della banche Ubi non fa eccezione. Anzi, il titolo sprofonda sotto la soglia dei due euro, cosa mai accaduta prima, in una seduta drammatica, dove a fine mattinata arriva a toccare quota 1,919 euro, perdendo oltre l'8% con sospensione al ribasso, per poi migliorare nelle ore successive e chiudere a 1,966, con una flessione del 5,66%.

Che la giornata sia stata tra le più infauste in Piazza Affari, specie per i titoli bancari, con lo spread che torna ai picchi di inizio gennaio, lo dimostra anche la quotazione del Credito Bergamasco (Gruppo banco Popolare), che ha perso ancor di più, -6,15%, chiudendo a 9,385 euro.

Ma scendere ai minimi storici, finire sotto la soglia dei 2 euro, ha pesato paradossalmente di più per Ubi, perché per il risparmiatore medio certi passaggi, più psicologici che tecnici, finiscono per pesare forse anche più del dovuto. Ma proprio per contrastare questo clima, ieri il consigliere delegato di Ubi Victor Massiah ha voluto dare un segnale di fiducia al mercato e nei confronti del titolo (che secondo i vertici del gruppo è assolutamente sottostimato in questo momento) non con una dichiarazione o un appello, ma con un atto concreto, acquistando nel momento di massima difficoltà, 50 mila azioni Ubi al controvalore di 99 mila euro. Di sicuro la speculazione sui titoli bancari in queste settimane non si è più arrestata, con il listino milanese che all'inizio della seduta di ieri era in preda al panico di un contagio dalla Spagna. Poi il divieto della Consob e dell'Autorità iberica di bloccare le vendite allo scoperto ha arginato le perdite, e i bancari sono un po' risaliti, anche se solo Mps e Unicredit sono riusciti a chiudere in territorio positivo. 

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 24 luglio

fa.tinaglia

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