Ubi Banca, i conti del 1° semestre
Cale l'utile, cresce il normalizzato

Ubi Banca ha chiuso il primo semestre del 2012 con un utile netto contabile di 159,5 milioni, in calo del 36,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Al netto delle poste straordinarie (scese a 39 milioni da 181,7), l'utile netto normalizzato e' cresciuto del 72,1% a 120,5 milioni.

Ubi Banca, i conti del 1° semestre Cale l'utile, cresce il normalizzato

Ubi Banca ha chiuso il primo semestre del 2012 con un utile netto contabile di 159,5 milioni, in calo del 36,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Al netto delle poste straordinarie (scese a 39 milioni da 181,7), l'utile netto normalizzato e' cresciuto del 72,1% a 120,5 milioni. I proventi operativi si sono attestati a 1,8 miliardi (+5,2%), con margine di interesse a 1,03 miliardi (-1,5%) e commissioni nette stabili a 586,1 milioni, mentre gli oneri operativi sono calati del 6,2% a 1,1 miliardi, per un rapporto cost/income al 63,5%.

Ubi Banca puo' contare su un coefficiente core tier 1 del 10,24% alla fine del primo semestre 2012. Il tier 1 e' al 10,75% e il total capital ratio al 15,01%. Il core tier 1 calcolato in base all'esercizio dell'Eba (che include la variazione al fair value del rischio sovrano al 30 settembre 2011) si attesta al 9,24%, oltre il target del 9% imposto dall'Autorita' bancaria europea.

Ubi, spiega una nota, prevede inoltre "un ulteriore contributo positivo dalla validazione da parte di Banca d'Italia dei modelli avanzati sul rischio di credito retail che verra' richiesta entro il primo semestre del 2013". Ubi ha infine una leva finanziaria contenuta a 18,3 volte e rispetta i requisiti di liquidita' liquidity coverage ratio e net stable funding ratio.

"L'alta volatilita' dei mercati e la rilevanza che avranno decisioni istituzionali a livello internazionale nei prossimi giorni, rendono particolarmente difficile qualunque valutazione fatta oggi sull'andamento del secondo semestre". E' quanto si legge nel comunicato di Ubi Banca sui conti dei primi sei mesi dell'anno.

"Il gruppo - aggiunge il comunicato - continuera' comunque ad attivarsi con ogni leva a sua disposizione per sfruttare il vantaggio acquisito rispetto all'utile normalizzato del 2011".

Ubi Banca ha comprato titoli di Stato italiani per 3,6 miliardi nel secondo trimestre dopo i 6 miliardi acquistati nei primi tre mesi dell'anno. E' quanto si legge nel comunicato sui conti semestrali. A fine giugno le attivita' finanziarie del gruppo rappresentano cosi' il 16% del totale attivo e totalizzano 21,4 miliardi, di cui 17,9 in titoli di Stato italiani. Ubi precisa inoltre che "non vi e' alcuna esposizione a titoli di Stato di Paesi a rischio".

Nel primo semestre il risultato della gestione operativa e' salito a 653,8 milioni, +33,3% rispetto al primo semestre del 2011. Nel periodo, si legge in un comunicato, "e' stato particolarmente favorevole il risultato netto dell'attivita' finanziaria, attestatosi a 105,4 milioni rispetto ai 7,2 milioni del primo semestre del 2011, per effetto principalmente della cessione/riacquisto di attivita' finanziarie (1,2 miliardi di titoli di Stato) e dell'attivita' di negoziazione del comparto obbligazionario effettuati nel primo trimestre dell'anno in relazione all'andamento dei mercati".

"Il risultato - aggiunge la nota - comprende inoltre l'utile conseguito (20,7 milioni) a seguito del parziale riacquisto, nei mesi di febbraio-marzo 2012, di strumenti innovativi di capitale in circolazione". Nel dettaglio delle spese, quelle per il personale sono scese del 6,1%, "essenzialmente grazie alla progressiva riduzione dell'organico medio (-300 unita' in termini di forza lavoro media)".

La voce comprende inoltre "una componente non ricorrente di costo pari a 4 milioni, legata ad incentivi all'esodo spesati a fronte di una proposta generalizzata di incentivazione all'esodo varata dal gruppo a marzo 2012, che ha comportato l'uscita di 60 risorse nel corso del secondo trimestre". Le rettifiche di valore nette su crediti sono salite a 334,4 milioni contro i 263,5 milioni del primo semestre 2011, definendo un costo del credito annualizzato dello 0,70% del totale impieghi rispetto allo 0,51% rilevato nel primo semestre 2011 e allo 0,61% registrato nell'intero 2011.

Il conto economico del semestre registra poi 49,7 milioni (19,6 nel 2011) di rettifiche nette di valore per deterioramento di altre attivita'/passivita' finanziarie, "quasi tutte componenti non ricorrenti riferite a svalutazioni durevoli di strumenti detenuti nel portafoglio disponibile per la vendita, essenzialmente la partecipazione in Intesa Sanpaolo".

L'utile dell'operativita' corrente al lordo delle imposte e' salito del 28,2%, a 248,9 milioni. Quanto agli aggregati patrimoniali, gli impieghi verso la clientela si sono attestati a 95,3 miliardi, in diminuzione del 7,2% nei dodici mesi e dell'1,8% rispetto a marzo 2012, mentre la raccolta diretta totale e' pari a 102,2 miliardi da 102,8 miliardi a dicembre 2011 e da 106,2 miliardi a giugno 2011.

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