Sabato 27 Aprile 2013

Cedolare secca sugli affitti
Sunia e Cgil: è stato un flop

Oltre 420 milioni di minori entrate, con vantaggi sempre più consistenti all'aumentare dei redditi per una cifra pari a 4.700 euro «regalati» ai proprietari con più di 300 mila euro di reddito. È una bocciatura senza appello quella della Cgil Nazionale e del Sunia per la cedolare secca, ovvero l'imposta sostitutiva sui redditi da locazione introdotta due anni fa con il decreto legislativo sul federalismo municipale, e che secondo una proiezione del sindacato porterà una perdita di gettito per il 2012 per altri 300 milioni.

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Secondo un report di bilancio della cedolare secca a due anni dalla sua introduzione, prodotto dall'organizzazione di corso d'Italia e dal sindacato degli inquilini sull'analisi delle dichiarazioni dei redditi relative al 2011, «l'introduzione della cedolare secca non solo non ha determinato un recupero significativo dell'evasione fiscale, uno dei presupposti del provvedimento, ma ha comportato enormi perdite di gettito».

Lo studio della Cgil e del Sunia calcola infatti che si sia generata una perdita per l'erario pari a 422 milioni, ovvero la differenza tra quanto si sarebbe incassato nel 2011 mantenendo la tassazione precedente e le entrate effettive da cedolare.

Il fallimento della cedolare secca è tutto nelle cifre: rispetto ad una previsione di entrate pari a circa 2,7 miliardi nel 2011 e di 3,8 miliardi nel 2012 (successivamente corretta dal governo Monti), quelle effettive sono state di 875 milioni nel 2011 e di un miliardo nel 2012.

r.clemente

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