Sabato 18 Maggio 2013

Da Bergamo le stampelle
per Zanetti, capitano dell'Inter

Se il capitano dell'Inter Javier Zanetti riuscirà a recuperare in anticipo, tornando in campo già a fine estate, dopo il grave infortunio che gli è costato la rottura del tendine d'achille, un po' di merito andrà anche alle innovative stampelle «made in Bergamo» che ha deciso di adottare subito dopo l'operazione.

Gli attrezzi ad alto contenuto tecnologico sono stati infatti ideati dal bergamasco Renato Brignone e realizzati dalla Nevi di Chiuduno in titanio e alluminio. Nato 43 anni fa, disabile dalla nascita, Brignone ha sempre avuto una grande passione per la montagna e nonostante l'handicap, non si è certo risparmiato in fatto di mobilità.

«Ben presto però - spiega lui - mi sono reso conto che le stampelle in commercio erano troppo fragili, perché pensate per un solo obiettivo, quello dell'economicità. Invece si tralasciano quegli aspetti ergonomici fondamentali per garantire e magari anche accelerare un corretto recupero fisico».

Così, all'ennesima disavventura con gli attrezzi tradizionali, peraltro in alta quota, Brignone decide di aguzzare l'ingegno: «Ne ho rotte parecchie di stampelle negli anni, anche se avrebbero dovuto reggere più di cento chili. Poi nel 2002, dopo aver scalato il Monte Rosa fino alla punta Zumstein, durante la discesa ne ho nuovamente rotte un paio che erano addirittura rinforzate. Così ho cominciato a pensare a una stampella di nuova generazione, con materiali di grandissima qualità, ma anche con una forma innovativa che la rendesse oggetto di design. Tre i materiali utilizzati: il titanio per la manopola, la lega di alluminio per le aste e le finiture in pelle per il comfort degli arti».

Poi con l'aiuto della Nevi è cominciata la produzione: così sono nate le stampelle hi-tech «Tompoma», stesso nome dell'azienda artigianale di Brignone, che li ha inventati e li commercializza. Dal primo passaparola alla vendita online il passo è stato breve, al punto che prima di Zanetti già altri campioni l'avevano scelta: dal campione del mondo di sci nautico Christian Lanthaler ad Andrea Devicenzi, alfiere azzurro di biathlon.

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m.sanfilippo

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