Mercoledì 26 Marzo 2014

Alla Riva cassa per 50 dipendenti

Honegger, 307 verso la mobilità

i cantieri Riva di Sarnico
(Foto by Video S.Marco)

Porta la data del 3 giugno 2013 la richiesta di cassa integrazione straordinaria da parte del gruppo Ferretti per circa 1.200 dipendenti. E da lunedì coinvolgerà anche una parte di lavoratori della Riva di Sarnico.

Con l’inizio della prossima settimana, infatti, una trentina di dipendenti dell’azienda controllata dal gruppo Ferretti (a sua volta controllato al 75% dai cinesi di Shig-Weichai) saranno posti in Cassa. L’ammortizzatore sociale - a rotazione - interesserà un massimo di 50 lavoratori su un totale di 130. La Cigs inizialmente era stata richiesta per far fronte alle difficoltà di quegli stabilimenti del gruppo produttore di yacht in cui erano stati dichiarati esuberi. Vale a dire i siti di Forlì e Mondolfo (in provincia di Pesaro e Urbino), il polo nautico di Ancona, il cantiere di La Spezia e quello di Cattolica. Ora l’ammortizzatore sociale tocca anche la società bergamasca, dove comunque non si parla di eccedenze.

Martedì i sindacati e le Rsu hanno incontrato i lavoratori, spiegando loro i meccanismi con cui verrà applicata la Cassa. «In sostanza - come spiega Giuseppe Mancin, segretario generale della Feneal-Uil di Bergamo - abbiamo ottenuto dall’azienda che la Cigs fosse circoscritta ad un massimo di 50 persone e comunque a rotazione, con la conservazione dei ratei e l’impegno ad effettuare una verifica settimanale con la Rsu».Gabriele Calzaferri della Fillea-Cgil della Vallecamonica sottolinea che «come organizzazioni sindacali riteniamo sia importante questo monitoraggio anche per capire come sarà il futuro».

E ancora tre mesi di cassa integrazione sono invece previsti per i 307 lavoratori del Cotonificio Honegger di Albino - fermo ormai dall’ottobre 2012: poi il 25 giugno potrebbe scattare la mobilità.

Non ci sono infatti le condizioni per richiedere un nuovo periodo di Cassa integrazione e il 24 giugno per i dipendenti della storica azienda tessile, che produceva tessuti per camicie, scade la Cigs per procedura concorsuale e i sindacati non vedono la possibilità di una gestione diversa della situazione.

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 26 marzo

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