Bagutta va al... mare  Licenza costumi e intimo
La linea costumi uomo, qui un modello. Sotto due camicie Bagutta

Bagutta va al... mare

Licenza costumi e intimo

Non solo camicie. Bagutta cresce e si diversifica, puntando sull’intimo e i costumi da bagno, oltre che sulle calze. È di questi giorni la firma di una nuova licenza della Cit Spa – azienda di Arcore gestita dal bergamasco doc Antonio Gavazzeni - con Lady Gioia, realtà di Ancona che si occupa della produzione di intimo e mare.

L’accordo riguarda la distribuzione worldwide delle linee Bagutta beachwear e underwear uomo, comprese le calze. «Lady Gioia è una piccola azienda che produce in Italia e che ci permetterà di estendere la proposta – spiega Gavazzeni -: i nuovi prodotti sono ideati dal nostro staff stilistico in collaborazione con Ancona. La rete vendita sarà duplice: da un lato ci siamo noi con la nostra forza commerciale, i nostri corner nel mondo, lo showroom e i monomarca a Milano; in più la stessa azienda produttrice ha una rete distributiva nel settore specifico dell’intimo e del mare, e quindi ci permetterà di allargare la diffusione in negozi di abbigliamento uomo e realtà specializzate».

Per arrivare come Bagutta anche dove non ci sono per forza le camicie: «In questa fase economica è importante che la proposta sia di alto livello ma anche differenziata». Per guardare anche fuori dall’Italia: «Bagutta sta cercando di spingere sull’Europa e continuiamo a essere presenti a Parigi da Printemps, ma anche in Germania: dal prossimo novembre saremo a Berlino, nel department store KaDeWe». Puntando sulla comunicazione: «Abbiamo lanciato la nuova campagna pubblicitaria scegliendo Ariadna Romero, modella e attrice, qui fotografata dal noto Stefano Guindani.

È un buon biglietto da visita – sorride Gavazzeni -, e sono molti i volti noti italiani e internazionali che vestono le nostre camicie». Da Paolo Bonolis ad Amadeus, da Bobo Vieri a Barbara d’Urso. «Ora però penso al Pitti (a Firenze fino a domani, ndr) e alle nuove proposte tra micro e macro rigati e l’utilizzo di cotoni d’eccellenza, come il tessuto Thomas Mason del Cotonificio Albini. E poi tanto lino con lavorazioni fil coupé. Si conferma il denim, anche lavorato tra tessuti jacquard, stampe d’ispirazione etno e animalier» spiega Gavazzeni, soddisfatto per come sta andando il mercato: «Sempre difficile, ma con buoni traguardi raggiunti: la Cit ha chiuso il 2014 a 34 milioni e mezzo di fatturato, Bagutta è stabile e sono diverse le maison di alto livello con cui lavoriamo per la produzione di camicie». Tra queste, novità degli ultimi mesi, c’è Missoni, con la fornitura di tutta la camiceria uomo.


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