Bodega di Cisano Bergamasco
Reintegrato il delegato Fiom

Un ricorso vinto e ora un reintegro in azienda da attuare. Si è conclusa bene la vicenda di un delegato Fiom-Cgil che era stato licenziato all'inizio di luglio dalla Bodega di Cisano Bergamasco, trafileria per l'estrusione d'alluminio che occupa 220 dipendenti. Il Giudice del lavoro, fa sapere la Cgil, ha ritenuto sussistente l'anti-sindacalità del licenziamento del Rsu, ordinando a Bodega il reintegro.

Il ricorso per repressione di condotta antisindacale era stato depositato dalla Fiom-Cgil il 30 luglio scorso. La vicenda risale a 3 mesi fa, quando, a inizio luglio, un operaio del reparto magazzino è morto per infarto nello stabilimento di Ca' de' Volpi. Il giorno successivo, una volta appresa la notizia, il delegato della Fiom-Cgil, da una ventina d'anni al lavoro in Bodega, era andato, insieme al rappresentante sindacale per la sicurezza, nel reparto del collega deceduto per chiedere informazioni, richiedendo verbalmente al proprio caporeparto il permesso per allontanarsi dal suo posto.

Una volta raggiunta la responsabile dell'altro reparto, il delegato aveva chiesto informazioni. Il direttore generale dell'azienda, invece, lo accusava di aver compiuto un «blitz» e di «comportamento minaccioso e insultante» e di aver «causato una crisi di panico e di pianto» alla donna. Per questo era stato licenziato. Ora, invece, il Tribunale ordina che sia reintegrato. La prima udienza si è tenuta al Tribunale di Bergamo – sezione lavoro - il 1° settembre. La seconda udienza si è svolta il 15 settembre. Il decreto è stato depositato in Cancelleria martedì 5 ottobre.

«Il decreto e il reintegro che ne deve seguire ci danno ragione, il nostro delegato aveva tutto il diritto di spostarsi dal proprio posto di lavoro per andare ad informarsi dell'accaduto», hanno detto Eugenio Borella, segretario generale provinciale della Fiom-Cgil, ed Eliana Como della Fiom-Cgil di Bergamo. 

«Il decreto si segnala all'attenzione», commenta l'avvocato Antonio Carbonelli che ha difeso la Fiom-Cgil insieme all'avvocato Cosimo Francioso  di Milano, «perché ha fondato la dichiarazione di antisindacalità sul rilievo che va affermata la sussistenza di un interesse collettivo di cui le organizzazioni sindacali sono portatrici ai sensi dell'articolo 39 della Costituzione alla raccolta di informazioni sulle condizioni di sicurezza sul posto di lavoro. Affermazione, a nostro avviso, importante in quanto nuova e chiarisce uno degli aspetti essenziali del ruolo del sindacato».

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