Domenica 17 Novembre 2013

Cibo e salute, alleati al ristorante

Gli orobici Nocchi lanciano Amati

Marzio Nocchi con la figlia Flaminia e Silvio Spinelli, a destra

Mangia che ti fa bene! Quante volte da bambini le nostre mamme ci hanno inseguito con piatti che a noi sembravano davvero poco invitanti ma, a loro dire, erano utilissimi per la nostra salute. Ebbene, partendo da questa esperienza comune a molti, Marzio e Flaminia Nocchi, padre e figlia, esponenti di una famiglia bergamasca dalle forti tradizioni imprenditoriali, insieme al dottor Silvio Spinelli, hanno deciso di dar vita ad un progetto che unisca salute e alimentazione togliendo però all’esperienza del cibo sano quell’antico retaggio punitivo che nella nostra memoria ancora lo accompagna.

«Il primo atto d’amore verso se stessi passa dalla nutrizione» spiega infatti Marzio Nocchi, anima del progetto e presente a Golosario, la manifestazione enogastronomica in corso a Milano: «Quindi se mangiar sano è vero che fa bene alla salute, per noi vuol anche dire mangiare con gusto e soddisfazione».

Da qui la decisione di creare una catena di ristoranti nel cui nome è già riassunto il senso di tutto il progetto: Amati!. Con il punto esclamativo.

Una esortazione che rende il senso del mangiare come momento per prendersi cura di sé. «Otto anni fa avevo iniziato un’esperienza nella consulenza medica con un laboratorio di microbiologia a Bergamo che serviva clienti in tutta l’Europa del nord» ricorda Marzio parlando della nascita del progetto Amati!. «Dopo quattro anni di attività, e una sempre maggiore specializzazione in patologie gastrointestinali, avevo quindi pensato di sviluppare un progetto esclusivamente sulla nutrizione terapeutica, ma mi serviva la consulenza di un medico specializzato nel settore. Per anni infatti, in questo campo, si è parlato solo di calorie e lato organolettico, sottovalutando la complessità della materia». Un anno fa, quindi, Marzio Nocchi decide di coinvolgere nel progetto il dottor Silvio Spinelli, medico nutrizionista: «L’obiettivo era di proporre ad un pubblico numeroso un’alimentazione, basata sulla conoscenza delle diverse proprietà degli alimenti, le loro unioni e le trasformazioni che subiscono in cottura, che risultasse utile per recuperare uno stato di benessere» ricorda Spinelli. «In base al tipo di trattamento a cui sono sottoposti, infatti, i cibi possono essere utili, inerti o addirittura nocivi alla salute».

Una volta trovato in Angelo Biscotti lo chef per portare in tavola le «ricette della salute», il progetto ha cominciato a materializzarsi. «Stiamo definendo gli ultimi dettagli per aprire un primo ristorante a Londra in primavera» racconta Flaminia Nocchi, responsabile dello sviluppo dei ristoranti. «A Milano ci stiamo muovendo per aprire nello stesso periodo, probabilmente in zona Garibaldi».

I ristoranti saranno organizzati secondo la modalità dello showcooking , con un team di 8 cuochi, guidati da uno chef nutrizionista, al lavoro di fronte alla clientela. «Si potrà scegliere tra diversi piatti, suddivisi in categorie legate alle diverse tipologie di necessità, dal calo di energia mentale al detox, e ci saranno quattro proposte per ogni tipologia» spiega Flaminia Nocchi. «Il menù cambierà mensilmente secondo la stagionalità e la sera organizzeremo corsi di cucina specifici per le diverse patologie, dalle più comuni a quelle gravi. In sala, oltre allo chef nutrizionista, ci sarà il dottor Spinelli, che spiegherà le proprietà dei vari ingredienti e dei piatti finiti».

Gli chef dei ristoranti Amati! saranno preparati a Roma con un corso sulla nutrizionistica tenuto dallo stesso Spinelli e a Milano seguiranno le lezioni di Biscotti. «Sono previste 20 persone per ogni ristorante» spiega ancora Flaminia Nocchi. Il team di Amati! oggi conta su una forza organizzativa composta da 12 persone, in veloce espansione. «Ormai tutti i grandi chef stellati parlano di cibo sano - dice Nocchi - quindi dobbiamo fare in fretta. Il tema è interessante per molti e la concorrenza è agguerrita».

Fernanda Snaiderbaur

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