Fatturazione elettronica in partenza Addio studi settore, arrivano gli «Isa»

Fatturazione elettronica in partenza
Addio studi settore, arrivano gli «Isa»

Dal primo gennaio 2019 entra in vigore l’obbligo della e-fattura e con essa cambieranno le modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per quanti ne sono assoggettati.

Il ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria ha infatti firmato il decreto per facilitare l’adempimento da parte del contribuente, in cui si prevede che, al termine di ogni trimestre, sia l’Agenzia delle Entrate a rendere noto l’ammontare dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio.

Grazie a quei dati, fa sapere il Mef, l’Agenzia metterà a disposizione sul proprio sito un servizio che consenta agli interessati di pagare l’imposta di bollo con addebito su conto corrente bancario o postale. Oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia stessa. Per permettere ai contribuenti di arrivare preparati al primo gennaio 2019, inoltre, l’Agenzia delle entrate ha attivato diversi servizi. Tra gli altri, un’apposita sezione dell’area tematica sulla fatturazione elettronica del sito dell’Agenzia raccoglie una serie di risposte ai principali dubbi sollevati dagli operatori. Inoltre sono stati introdotti nuovi servizi on line nel portale «Fatture e corrispettivi» che rendono più semplice il processo di fatturazione elettronica da parte degli utenti.

Finiscono invece definitivamente in soffitta gli studi di settore. Il ministro dell’economia Tria ha firmato infatti anche il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (Isa) fiscale dei contribuenti, che dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso portano il totale a 175. I nuovi Isa, che subentreranno agli studi di settore, riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018. Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici.


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